Sabato 17 Marzo alle ore 17.30, nelle sale espositive al terzo piano di Palazzo Oddo, in Via Roma ad Albenga, si svolgerà la presentazione della Giornata FAI di Primavera, a cura della Delegazione Albenga-Alassio del FAI, con la collaborazione e il patrocinio di Regione Liguria e Comune di Albenga.
La giornata, dal titolo “Collezionismo in Liguria. I Tesori Nascosti dell'Archivio Diocesano”, si terrà Sabato 24 Marzo e Domenica 25 Marzo, con una visita al Museo Diocesano con una raccolta di testi antichi mai esposti al pubblico, ed al soffitto ligneo del '500 in un salone dell'appartamento privato del Vescovo.
A presentare l'atteso evento, interverranno il Vescovo di Albenga-Imperia S.E. Rev.ma Mons. Mario Olivieri, il Sindaco di Albenga Rosy Guarnieri, il Capo Delegazione FAI Albenga-Alassio Monica Zioni, il Vice Capo Delegazione FAI Albenga-Alassio Marilena Boragno, il collaboratore FAI Avv. Giorgio Finocchio e la Dott.ssa Josepha Costa dell'Istituto Internazionale Studi Liguri.
I ringraziamenti del FAI, riservati a coloro che hanno contribuito alla organizzazione dell’iniziativa, vanno a Ditta Noberasco, Hotel Magnolia di Albenga, Sommariva Antico Frantoio in Albenga, Fruttital – Fratelli Orsero, Luciano Rosso fotografo. Hanno inoltre collaborato S.E. Rev.ma Monsignor Mario Oliveri, Monsignor Giorgio Brancaleoni, Dott.ssa Alma Oleari, Istituto Don Bosco di Alassio, Istituto Professionale Alberghiero Giancardi di Alassio, Liceo Giordano Bruno di Albenga, IIS Falcone di Loano, IISS Boselli di Savona.
I CODICI DEL DUOMO DI ALBENGA
Il Duomo di Albenga possiede una ricca collezione di libri liturgici in pergamena dedicati alle officiature del coro. I libri sono scritti nel carattere gotico dei sec. XII – XV, con fregi alle lettere iniziali,intrecci di animali, uccelli e motivi vegetali alle maiuscole. Alcuni hanno la prima pagina ornatissima con figure e medaglie unite fra loro da festoni d’oro brunito e da colori splendenti.
ORIGINI. Circa le origini di questi libri liturgici, possiamo affermare che quasi tutti furono dedicati già all’origine al Duomo di Albenga, in quanto il patrono San Michele Arcangelo è raffigurato in vari frontespizi e in qualche iniziale.
EPOCHE. I libri sono da attribuirsi a due epoche distinte: alcuni sono della prima metà del trecento; altri , sei corali e alcuni messali, furono eseguiti più tardi e risentono già del Rinascimento (1400 -1500 ).
Quelli della prima metà del trecento sono da attribuirsi a lavoro locale. A quei tempi non pochi nelle chiese, nei chiostri ed anche fra i professionisti , vuoi per passatempo, per denaro o per istituto, si dedicavano a trascrivere codici e a miniarli. Dall’archivio sappiamo che nel 1340-41 un arcidiacono, Guglielmo Santero, scrisse un antifonario ( raccolta di canti liturgici per il coro) ; un notaio, Bernabò Pognana, scrisse un martirologio ( libro di coloro che hanno subito martirio per la fede). I libri di questo primo periodo sono i più poveri di disegno e fregi. Gli altri libri, i sei corali e alcuni messali, riportano tutti sul frontespizio lo stemma di Leonardo Marchese che fu vescovo di Albenga dal 1476 al 1513. Non tutti questi libri hanno la stessa origine. I più belli sono opera di artisti romani.
Infatti il canonico Lorenzo Marchese era stato eletto vescovo di Albenga dal papa Sisto IV, ed era succeduto al vescovo Gerolamo Della Rovere, di cui il papa era zio. Pertanto è probabile dedurre che Lorenzo Marchese abbia portato i codici recanti il suo stemma da Roma, o acquistandoli,o ricevuti in dono dal papa Sisto IV o dal papa successivo Giulio II, a cui aveva prestato un servizio. Gli altri codici, di fattura meno ricca, sono di origine genovese. Eseguiti dal monaco benedettino fra Lorenzo. L’ordine dei Benedettini, studioso ed industre, diede fioritura non solo alla miniatura, ma anche ad altri rami dell’arte del disegno. Ad esempio, vetrate delle chiese.
Il Salterio e la Bibbia
Meritano di essere osservati altri due volumi. Il salterio è il libro biblico della raccolta dei Salmi che vengono distribuiti durante i giorni della settimana. È opera francese del secolo XIII, eseguito dai Benedettini Lerinesi, e poi passato ai Benedettini dell’isola Gallinara. Il vescovo Costa, ricevuto il prezioso volume dal fratello che era abate là, lo donò al Duomo di Albenga, salvandolo così dalla dispersione.
La Bibbia è stupenda. Il primo foglio rappresenta la Redenzione in una serie di medaglie. I battiloro (gli artigiani che “battevano l’oro”) non sapevano assottigliarlo come oggi, per cui l’oro è in foglie spesse; i lapislazzuli, la malachite, le lacche e le ocre sono ancora lucenti dopo tanti secoli. Una nota nella legatura dice che questo libro fu comprato nel 1416 in una bottega di Genova per cinquanta fiorini. Nella prima pagina si trovano due monaci neri che adorano Cristo. Sono forse gli umili e pazienti miniaturisti. Uno dei due deve essere Francesco di Oberto dell’abazia di Lerino, morto nel 1408. Era un letterato ed uno straordinario miniaturista : intrecciava animali ed uccelli con i più strani motivi.
Anche i profani dell’arte possono ammirare in questi antichi volumi la genialità degli artisti italiani
esortati dalla fede.




