Attualità - 04 aprile 2012, 08:24

La Protezione Animali contro la pesca

Savonesi si qualificano tra i primi alla gara di pesca, e l'Enpa bacchetta

La Protezione Animali contro la pesca

La provincia di Savona ogni tanto si distingue per un primato, che spesso è negativo. E’ il caso dei due pescatori “sportivi” con canna da natante, qualificatisi primo e secondo alla gara nazionale del Club Azzurro di Napoli, dopo aver pescato il maggiore numero di castagnole, pagelli ed altre piccole prede di fondo.

La Protezione Animali savonese, ne fare loro i “complimenti al contrario”  ricorda che il mar Mediterraneo sta morendo per troppa pesca, sia professionale che sportiva: il 75% delle specie animali sono in netta riduzione ed il 25% in via di estinzione, eppure c’è ancora chi pesca per divertimento e chi – politici ed amministratori pubblici - glielo permette.

E’ durato infatti poco il giro di vite, anzi, neppure è cominciato,  contro i pescatori cosiddetti “sportivi”, iniziato a dicembre 2010 con l’obbligo di autocertificare la loro discutibile attività ai fini del censimento richiesto dall’Unione Europea.

Non erano neppure previste sanzioni, la segnalazione poteva essere effettuata anche via internet e c'erano 90 giorni di tempo per adempiere; il pescatore sportivo o ricreativo che al momento del controllo non esibiva l'attestazione doveva sospendere l'attività di pesca ed effettuare entro 10 giorni la comunicazione, oppure presentare l'attestazione della comunicazione già effettuata.

Ebbene, in nome della semplificazione il ministero delle politiche agricole e forestali la scorsa estate  ha sospeso i controlli di polizia per chi pesca da terra, mentre chi pesca in mare non potrà essere controllati d'estate, tra il 15 giugno e il 15 settembre.

Si è tornati quindi alla totale liberalizzazione della pesca sportiva prima ancora di averla censita e disciplinata in modo più consono alla terribile situazione della fauna marina. L’ENPA denuncia lo sfruttamento delle risorse marine per puro svago; non sarà quindi possibile sapere quanti sono gli “sportivi” che, comunque numerosissimi, contribuiscono in modo sempre più massiccio alle stragi giornaliere compiute da una pesca professionale supertecnologica e micidiale; e che talvolta vendono illegalmente gli animali pescati a ristoranti compiacenti.

com.

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