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Attualità | 16 aprile 2012, 17:21

In arrivo nuove cementificazioni in aree agricole: Magliolo, Vezzi Portio

L'opposizione dei cittadini e dei Verdi, interessate anche aree a rischio idrogeologico

Vezzi Portio, loc. Borea

Vezzi Portio, loc. Borea

In Italia le superfici cementificate sono cresciute a dismisura senza un corrispondente aumento demografico.

Le aree urbanizzate si espandono al ritmo di 75 ettari al giorno a scapito delle superfici agricole e del paesaggio.

In Liguria il consumo del territorio causa dissesto idrogeologico, quindi disastri. Anche il territorio finalese sta pagando il suo prezzo.

Si dice che lo sviluppo edilizio porti ricchezza. Ma questo può essere vero per gli speculatori e comunque, anche per loro, solo nel breve periodo.

Oggi sugli effettivi ricavi di un'edilizia selvaggia a scapito del territorio ci sono dei ripensamenti.

Lo stesso Presidente di Confedilizia- Sforza Fogliani – correttamente dice: “con qualche accorgimento fiscale si può rendere conveniente la ristrutturazione degli immobili con il duplice scopo di dare lavoro e risparmiare sul consumo del suolo”.

Infatti, il recupero e il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente genera economia per il 50% in più della realizzazione di nuovi edifici.

La stessa Regione Piemonte ha deliberato nel luglio 2011 una norma nella quale”non è ammessa la previsione di nuovi insediamenti residenziali in territori isolati dagli insediamenti urbani esistenti”.

Riguardo al Finalese, i “Verdi” sostengono i cittadini di Magliolo che si oppongono al nuovo Piano Urbanistico. Questo PUC prevede due zone di espansione residenziale in prossimità del Colle del Melogno e le norme consentirebbero la costruzione di nuovi volumi residenzali-turistici.

Gli Amministratori di Magliolo hanno dichiarato che lo sviluppo edilizio da loro promosso riguarderebbe “il semplice recupero dei manufatti esistenti”. Purtroppo questo non corrisponde al vero, in quanto sarebbe prevista invece la realizzazione di nuovi edifici indipendenti.

Per i “Verdi” l'attacco all'area del Colle del Melogno è incomprensibile in quanto attraversata dall' “Alta Via dei Monti Liguri”, equiparata a tutti gli effetti ad un Parco Naturale: Zona SIC e tutelata dalla la Legge Regionale 5/93 per le sue caratteristiche ambientali.

Anche nel Comune di Vezzi Portio – in Località Berea - una vasta area molto delicata dal punto di vista idrogeologico, comprendenti grandi fasce di ottimo terreno agricolo con pozzi storici, è in procinto di essere cementificata. Una perizia geologica denuncia la presenza in loco di due frane attive, ben note ai residenti e segnalate dalla cartografia dei Piani di Bacino (Carta delle Franosità -Torrente Sciusa-tav.5).

In caso di precipitazioni eccessive, le acque, invece di venir assorbite dal terreno, scenderanno velocemente a valle, proprio nel torrente Sciusa in cui, secondo i tecnici del Comune di Finale Ligure, dovranno ancora essere ultimati i lavori di messa in sicurezza.

Tenuto conto che il patrimonio edilizio di Vezzi Portio al 2009 ammontava a 457 case, mentre le unità familiari erano 207 (e non pensiamo che ad oggi la situazione sia molto cambiata) non si ritiene giustificabile l'ulteriore distruzione di terreno agricolo per abitazioni destinate a diventare seconde case.

Riguardo alla situazione del Comune di Loano, ci aspettiamo che in breve tempo la Magistratura individui i responsabili delle illegittime autorizzazioni edilizie, concesse dall'Amministrazione Comunale per villette sparse e seconde case, con distruzione di preziosi terreni agricoli.

Interventi chiaramente speculativi, dei quali in questi giorni si è molto discusso.

Gabriello Castellazzi VERDI Finalesi

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