Attualità - 06 giugno 2012, 09:29

ACI: oggi sciopero della benzina (la cittadinanza è invitata ad astenersi dal rifornimento)

Iggu 6 giugno si attuerà il primo sciopero della benzina, indetto dall’Automobile Club d’Italia per lanciare un forte segnale di protesta contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti e più in generale sull’auto

ACI: oggi sciopero della benzina (la cittadinanza è invitata ad astenersi dal rifornimento)

“Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno – ha dichiarato il presidente Angelo Sticchi Damiani – per dire basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario”.

Questa la comunicazione inviata ai soci:

"Caro Socio,

come ampiamente riportato sul sito www.aci.it, sul Portale della Comunicazione ACI e dai maggiori organi di informazione del Paese, il 6 giugno si attuerà il primo sciopero della benzina, indetto dall’Automobile Club d’Italia per lanciare un forte segnale di protesta contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti e più in generale sull’auto. Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta soprattuto nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l’Erario.

La nostra azione muove a tutela di 1,2 milioni di famiglie associate e più in generale di oltre 35 milioni di automobilisti italiani. Non è un muro contro muro perché il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull’auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese. I dati 2012 indicano uno spaventoso calo delle immatricolazioni, ma quello che più ci preoccupa è l’aumento della disaffezione all’uso dell’automobile.

Con questa iniziativa l'Automobile Club d'Italia consolida il suo ruolo di rappresentante delle istanze degli automobilisti, ponendosi al loro fianco per una mobilità sostenibile, responsabile e consapevole.

Sul sito www.aci.it sono pubblicati tutti gli aggiornamenti sull'evento.

Un cordiale saluto"

Inoltre sul sito dell'Aci si legge questa nota atta a fugare alcuni dubbi nati nelle ultime ore in seguito all'iniziativa:

Lo sciopero della benzina del 6 giugno non è contro i terremotati

Il Presidente Angelo Sticchi Damiani: "l'auto è un limone da quale non si può più spremere una goccia. Se non si ferma l'emorraggia dei consumi il gettito diminuirà".

Lo sciopero della benzina, proclamato dall’ACI per mercoledì 6 giugno, non è contro i terremotati, ma contro una tassa ingiusta, che colpisce soprattutto lavoratori e fasce sociali deboli e deprime ulteriormente il comparto auto, vitale sia per l’occupazione che per l’economia del Paese.

“E’ infondata l’ipotesi secondo la quale ACI si oppone all’idea di aiutare le popolazioni colpite dal sisma – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – perché siamo sempre vicini alle popolazioni colpite da calamità naturali, con tutti gli uomini, i mezzi e il know-how di cui disponiamo. Stiamo attivando una task force di soccorso per la rimozione delle auto distrutte oltreché un centro mobile di servizi di pratiche automobilistiche”.

“Il nostro obiettivo – ha precisato il presidente dell’ACI - è quello di opporci ad una tassazione che ha raggiunto, da tempo, livelli insostenibili, che colpisce soprattutto le fasce sociali più deboli e i lavoratori e che rischia di mettere in ginocchio il comparto auto, con conseguenze drammatiche per l’occupazione e l’economia italiana”.

“La benzina – ha affermato Sticchi Damiani - è il prodotto più tassato in assoluto: circa il 60% del prezzo alla pompa è fatto di tasse e di tasse sulle tasse (l’IVA sulle accise). Gli automobilisti italiani pagano ancora accise per la guerra in Abissinia (1935), la crisi del canale di Suez (1956), la tragedia del Vajont (1963), l’alluvione di Firenze (1966) e i terremoti in Belice (1968), Friuli (1976) e Irpinia (1980). E’ ora di dire basta e tassare le ricchezze, non le povertà. L’auto è un limone dal quale non si può più spremere neanche una goccia”.

Lo dimostrano il crollo dei consumi (benzina -16.1% e gasolio -14.3% ad aprile, ultimo dato ufficiale Ministero dello Sviluppo Economico) e la rilevante riduzione del traffico autostradale, che solo a febbraio ha toccato il -14.5% (ultimo dato ufficiale Aiscat).

“Per ora – ha concluso il presidente dell’ACI – malgrado il crollo dei consumi, il gettito continua ad aumentare, ma se non si farà qualcosa per bloccare questa emorragia, presto anche l’Erario ne risentirà e la tassazione, oltre che soffocante e iniqua, si rivelerà addirittura dannosa per le casse dello Stato”.

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