Oramai sono anni che il Partito, che si auto-definisce della "Rifondazione Comunista", si è allontanato dalla strada comunista per intraprendere un percorso riformista, tipico del PD e del centro, accettando nella propria dialettica il compromesso politico e segnando così l'abbandono della strada rivoluzionaria.
Ne è conspevole lo stesso Partito, che oramai non tenta neanche più di negare come reputi troppo importante restare in Parlamento, anche a costo di allearsi coi propri nemici storici (l'imprenditoria e l'ex Democrazia Cristiana, oggi rappresentate benissimo dai riformisti del PD o dai conservatori clericali dell'UDC, almeno per quanto riguarda il centro).
Una deriva che ha portato lo stesso Partito ad essere bacino elettorale per il centro quando faceva comodo, e capro espiatorio quando diventava fastidiosa.
Una dipendenza dal centro che i militanti della vecchia guardia (quelli di spirito rivoluzionario per intenderci) hanno sempre abberrato, e che li ha portati fino alla fine a combattere dall'interno per mantenere vivo, almeno, il dibattito feroce e costruttivo sui grandi temi, come salute, ambiente e lavoro.
Le feste di Liberazione era quindi un momento di confronto acceso, aperto, combattuto ma costruttivo.
Oggi invece non si può dire altrettanto. Stasera avrà luogo, alle 21, uno dei dibattiti più importanti della festa, quello in cui si discuterà di lavoro .
Un tema molto sentito, soprattutto in un periodo che vede la chiusura di storiche aziende nella provincia, 10 mila lavoratori tra cassaintegrazione, mobilità e disoccupazione solo nella Provincia di Savona, ed un attacco massiccio delle forze centriste allo statuto dei lavoratori, grazie soprattutto, secondo i molti, alla complicità dei sindacati confederali.
Stasera si parla di lavoro, ma nel leggere chi fara à gli interventi ufficiali, non si può che constatare la continua deriva del Partito: i membri della CGIL, accusata da molti di essere causa o concausa della crisi economica del paese, e in loco della chiusura degli stabilimenti storici in favore dei progetti inutili e malsani come la piattaforma Maersk e l'ampliamento della centrale Tirreno Power, stasera saranno gli unici relatori principali, assieme a Legacoop, ad una festa della "Rifondazione Comunista".
Non serve aggiungere altro per comprendere dove risieda la contraddizione, e non serve aggiungere quanto appaia ipocrita ospitare all'interno degli stand organizzazioni come Uniti per la Salute, Medicina Democratica e la CUB, il Sindacato di Base, salvo poi escluderli dai relatori principali quando si tratta di parlare di temi così caldi.
Indicazioni, si potrebbe supporre, arrivate dallo stato maggiore del PD e della CGIL, che come abbiamo visto ripetutamente in questi mesi non ama nè il dialogo nè il confronto, forse per la troppa paura di essere messi in contraddizione (o in ridicolo).
Un vero peccato per il Partito della Rifondazione Comunista, che vede al suo interno una moltidtudine di persone che comunque, malgrado la strada sbagliata, svolgono un lavoro egregio e costante.
Ma soprattutto un vero peccato per i lavoratori, che alle condizioni attuali avrebbero bisogno di ben altro... magari della guida di un partito antagonista con lo spirito di un tempo.





