All’improvviso, come fantozzi e la corazzata Potemkin, tutti - governo compreso - capirono che gli Enti Porto minori erano del tutto inutili se non dannosi. E così fioccarono titoli come: Aboliti gli Enti inutili (e costosi).
Scompare l’Autorità portuale di Savona. I vecchi dirigenti chiamati a ripristinare la costa devastata. Bloccato lo spreco / scempio della nuova sede dell’ex-ente. I Comuni di Savona e Vado rientrano in possesso delle loro spiagge. I locali della darsena festeggiano.
Gli scali, gestiti da un comitato dei lavoratori con rappresentanze delle organizzazioni ambientaliste e della società civile. Il controllo dello scalo affidato in toto alla Guardia Costiera, che si trasferirà nella ex sede della A.P. la capitaneria diventerà una casa di accoglienza per gli anziani fronte mare.
Alla Guardia Costiera 12 cani antidroga per controllare i traffici illeciti degli scali.
Nessun secondo terminal Costa Crociere se la compagnia non investirà sull’allacciamento elettrico delle navi e se non si impegnerà entro 60 giorni a firmare un protocollo di intesa per destinare 1/2 dei turisti a mete del comprensorio Savonese. L’ostello del Priamar riaprirà e offrirà alloggi a canoni agevolati per gli studenti residenti fuori provincia.
I fondi risparmiati dall’abolizione della Port Authority verranno destinati a ridurre l’IMU e ad offrire case popolari per i meno abbienti. Il soffocante traffico di TIR e bisarche dirottato sul comodo VTE di Voltri allacciato direttamente con l’autostrada. Porto di Savona: più spazio allo sport e alla tecnologia, le navi non potranno emettere rumori e fumi dannosi per la salute pubblica.
Poi, è suonata la sveglia.





