Attualità - 01 settembre 2012, 14:22

Iren nel mirino della Magistratura

Guai in vista per uno dei soci forti di Tirreno Power. La Procura della Repubblica di parma ha chiesto il sequestro del costruendo inceneritore di IREN, la c.d. multiutility con bilanci in profondo rosso e compensi da capogiro

La composizione societaria di Tirreno Power

La composizione societaria di Tirreno Power

Dieci gli indagati per abuso edilizio ed abuso d’ufficio (un qualcosa che ricorda l’esposto su TP presentato illo tempore alla Procura della Repubblica di Savona al cospetto della troupe de Le Iene - che dopo tanto girare non mandarono in onda nulla)

IREN Spa possiede l’11% della scatola vuota “Energia Italiana” insieme ad HERA Spa con un’altro 11% e SORGENIA con il 78% restante. Così composta, Energia Italiana controlla il 50% di Tirreno Power Spa, mentre l’altra metà è controllata dai simpaticoni di GDF Suez. Vive la France, che inquina da noi.

Nel fascicolo, aperto dal procuratore Gerardo Laguardia e dalla Pm Roberta Licci, figurerebbero 10 indagati tra manager di Iren - utility frutto della fusione tra Iride ed Enìa - e dirigenti del Comune e della Provincia di Parma. Era stato lo stesso assessore all’Ambiente di Parma, Gabriele Folli, ad auspicare che i nu- merosi esposti del M5S presentati in Procura portassero a qualche risultato dopo l’estate. Ora Folli dice: «Di certo non si può parlare di noti- zia inattesa. La Procura era al lavoro da tempo, mi aspettavo che prima o poi saltasse fuori qualcosa». Dalla società nessun commento: «Abbiamo fiducia nella magistratura». Riporta il Secolo XIX di oggi.

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