INDUSTRIA & COMMERCIO - 28 gennaio 2013, 19:28

MPS, Mazzoni Della Stella: tecnicamente fu un saccheggio

MPS, Mazzoni Della Stella: tecnicamente fu un saccheggio

''Tecnicamente e' stato un saccheggio. Per incompetenza, superficialita' e ideologia''. Vittorio Mazzoni della Stella e' stato uno dei potenti di Siena. Negli anni '80 sindaco della citta', poi vice e presidente della Banca Monte dei Paschi fino al 1997; socialista da sempre. E, quel che piu' conta a Siena, contradaiolo, priore della Giraffa: ancora ricorda con immensa soddisfazione il 'cappotto'' della sua contrada che nel 1997 vinse sia il palio del 2 luglio che quello del 16 agosto. Oggi dal suo buen retiro non lontano dalla citta' e con tanti altri interessi che con la banca non hanno niente a che fare, Mazzoni Della Stella, al telefono con l'ANSA, non nasconde la sua ''profonda amarezza'' per le sorti dell'istituto di credito. I suoi tempi, ormai lontani anni luce, erano quelli della prima Repubblica, quando Pci, Psi e Dc si spartivano di comune accordo, e ''alla luce del sole'', gli incarichi in comune, provincia e alla banca che ''faceva profitti''.

''Mps non si vuota solo con Antonveneta, c'e' stata una sequela di errori precedenti dalla Banca del Salento in poi per proseguire con la scalata Unipol-Finsoe'', dice ora Mazzoni Della Stella, convinto che la banca ''avrebbe potuto assorbire bene anche Antonveneta, se solo non fosse stata precedentemente svuotata''. ''La Banca del Salento, quando fu acquisita, aveva un patrimonio netto da 440 miliardi di lire e fu pagata oltre sei volte il suo valore.

Meglio Antonveneta a 9 milioni di euro che il Salento a 2,5 milioni di euro'', sottolinea. Per Mazzoni della Stella, ''i soldi bruciati, una massa sicuramente enorme, avrebbero naturalmente dato i loro frutti.

Consideriamo anche questo, ed ecco - e' il suo ragionamento - che i 14 miliardi di Beppe Grillo sono un'approssimazione per difetto''.

Per quanto riguarda invece il filone d'inchiesta sui derivati dice: ''E' come deplorare l'uso del machete per la strage degli Utu in Africa''. Ha anche una sua idea sul motivo dell'attuale accelerazione dell'indagine: ''Era passato troppo tempo da quando, nel 2010, gli ispettori di Banca Italia avevano accertato i prodotti tossici e la tenuta irregolare dei libri.

Ed anche la trasmissione da parte degli attuali vertici, lo scorso ottobre, di una scottante documentazione a procura, Banca di Italia e Consob non aveva avuto miglior fortuna''. Quanto alle responsabilita', Vittorio Mazzoni della Stella usa il metro dell'iper-garantismo: ''Aspettiamo i tre gradi di giudizio''. Insiste soprattutto sulle responsabilita' della politica: ''I vertici da Mussari a Vigni a Mancini sono tutte persone che hanno scelto loro, i politici''.

Mentre alle 20 il presidente di Mps Alessandro Profumo cerca per la banca ''un socio industriale con una visione non di breve termine e che sia perbene'' che sottoscriva per un miliardo di un euro l'aumento di capitale che dovra' essere varato entro il 2015.

Parlando alla presentazione del libro 'Banchieri e compari' di Gianni Dragoni, Profumo ha rilevato come ''al momento non c'e' nessuno all'orizzonte'' aggiungendo come ''puo' essere italiano o estero basta che abbia voglia di investire''

 

Foto: tks Lettera43.it

Ansa

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