In particolare i casi di presenza di carne di cavallo in alimenti trasformati, lasagne e polpette, distribuiti in alcuni casi da aziende di fama mondiale, suggeriscono di mantenere sempre viva l’attenzione sulla qualità degli alimenti che consumiamo quotidianamente.
Nello specifico il problema maggiore riguarda un’efficace tracciabilità dell’intero percorso produttivo e distributivo e la garanzia dell’assenza di tossicità sia di natura chimica sia microbiologica.
Nel caso della carne di cavallo, ad esempio, un problema potrebbe essere costituito dalla presenza di antinfiammatori. In alcune partite di carne equina esportate dalla Gran Bretagna alla Francia è stato rilevato un farmaco pericoloso per la salute umana, il fenilbutazone, utilizzato per curare i cavalli.
Il fenilbutazone è un farmaco antinfiammatorio non steroideo o FANS (in inglese NSAID) usato in veterinaria per curare i cavalli sportivi. La presenza di fenilbutazone nella carne di cavallo destinata all'alimentazione umana è proibita.
Anche in questo caso, il polo tecnologico dei Laboratori della Camera di Commercio di Savona può assicurare il migliore supporto per tutte le verifiche del caso.
Il polo tecnologico è formato dall’azione sinergica delle due Aziende Speciali della CCIAA di Savona, il Laboratorio Chimico Merceologico e il Centro Regionale di Sperimentazione ed Assistenza Agricola (Cersaa).
Per ogni informazione e richiesta si può contattare la segreteria del Laboratorio Chimico Merceologico al numero telefonico 0182.50960, alla mail: info@labsvcamcom.it o recandosi personalmente alla sede operativa in Regione Rollo 98 ad Albenga.





