Riceviamo e pubblichiamo.
Cari amici e compagni, in questa fase della nostra vita politica, un po’ caotica, e pur nella nostra comune delusione, mi pare doveroso esprimere alcuni sintetici pensieri, comunicati (come dire) in ordine sparso.
Prima di tutto complimenti ai due neo onorevoli ed anche a tutti noi che, chi più e chi meno, abbiamo lavorato per raggiungere questo risultato: due parlamentari PD della nostra provincia non sono poca cosa.
I grillini. Il M5S ha ottenuto un successo in una misura tale che pochi hanno saputo indovinare (personalmente, prevedevo un 15%) anche se, addirittura, il loro successo mi pare più comprensibile della “sopravvivenza” di Berlusconi.
E’ stato il classico voto di protesta, pieno di emotività, di rabbia, di frustrazione, da parte di cittadini che vedono innanzi a sé una vita con poche speranze: questa è la prima generazione che, dal dopoguerra ad oggi, ha meno possibilità dei propri padri. E, pur se non è giusto fare di ogni erba un fascio, in Italia c’è una diffusa ripulsa per un Parlamento pieno di indagati per corruzione e ruberie varie e frequentato da ogni genere di cialtroni.
Il PDL. Il risultato ottenuto da Berlusconi è triste e scoraggiante. La stessa persona che ha portato l’Italia vicinissima alla rovina si è ripresentata, ha detto le stesse cose, fatto le identiche promesse, assicurato la restituzione dell’IMU, nominato il ponte di Messina, ha ignorato la depenalizzazione del falso in bilancio, dimenticato l’art. 18, eluso il problema del conflitto di interessi, dimenticata la vergognosa compravendita dei Deputati, non ha mai nominato il dramma del lavoro a tempo determinato e della conseguente precarietà di una intera generazione, ha ignorato i grandi problemi della corruzione e dell’evasione fiscale (l’ultima finanziaria – pesante – ha cubato circa 30 miliardi; nello stesso periodo, tra corruzione ed evasione, lo stato ne ha persi 300). Dopo tutto ciò questa stessa persona è stata ancora votata dagli italiani, alcuni dei quali avevano già chiesto il “modulo” per la restituzione dell’IMU.
Naturalmente, ognuno può votare per chi vuole ma (mi si perdoni l’ardire) siamo tutti sani di mente? Lo stesso Grillo ha definito il risultato del PDL una cosa incredibile.
E adesso, detto degli altri, guardiamoci un po’ allo specchio.
Il PD. Il nostro Partito ha fatto le primarie, ed è un motivo di orgoglio nonché un metodo di lavoro che, personalmente, ritengo indispensabile.
E’ stato votato Bersani, che oggi va difeso con lealtà, anche se alcuni già hanno detto, inopportunamente, che con Renzi il risultato sarebbe stato migliore.
Bersani ha espresso una immagine di serietà e competenza, anche se non ha incontrato i favori dei giovani. Che in futuro si possa cambiare e che la svolta venga interpretata da Renzi non è certo escluso. Ma oggi il PD ha bisogno di unità e coesione.
La campagna elettorale. Purtroppo, è stata un po’ troppo breve. E svolta con metodi classici: sempre i volantini, poco dialogo con i giovani, pochissimo utilizzo delle moderne tecnologie. Abbiamo spesso dato l’impressione di un partito serio, ma un po’ vecchiotto, noioso e poco consapevole dei drammatici problemi della nostra odierna società. Non abbiamo saputo evidenziare i nostri grandi valori e, conseguentemente, non siamo stati accreditati come portatori di risposte e soluzioni.
Faccio un esempio. Ho svolto il compito di rappresentante di lista in un seggio e degli 8 presenti, ero l’unico ad avere avuto una vita professionale “normale”. Tutti gli altri consideravano il loro presente ed il futuro con un senso di rabbia, di paura autentica, di impotenza ed auspicavano un qualsiasi cambiamento.
Un ex comico di varietà ha promesso un cambiamento radicale, semplicemente evidenziando meglio di noi molti dei nostri stessi concetti, ma è stato più veemente, spettacolare e convincente: gli italiani lo hanno votato in massa.
Pare ovvio che in futuro, pur senza deflettere minimamente dai nostri principi e dalla nostra correttezza, bisognerà cambiare il modo di svolgere le campagne elettorali.
Le alleanze. Qualche dubbio sorge. Tabacci, persona peraltro competente e seria, ha ottenuto un risultato obiettivamente risibile, mentre il SEL ci ha portato circa il 3%.
Quando si sceglie una strada se ne godono i vantaggi eventuali ma, naturalmente, si perdono quelli conseguenti da una scelta differente. Il risultato secco è stato che il PD ha apparentato e salvato il SEL in campo nazionale (altrimenti avrebbe fatto la stessa fine di PRC e di IDV, neppure più rappresentati in Parlamento) ed ha ricevuto in cambio il citato 3%. Monti ha raggiunto il 9%. So bene che al Lunedì tutti sono capaci di fare 13 con le partite del giorno prima, ma i dati sono questi e, alla fine, i numeri hanno sempre ragione.
In conclusione, non dobbiamo fare l’errore di abbatterci o di avere paura del nostro futuro politico, perché i nostri valori sono tanti e profondi (e non sempre riscontrabili in altri partiti). Per di più, la situazione odierna non era obiettivamente prevedibile e l’eccezionale misura del successo del M5S risulta davvero straordinaria. E poi, come dicevano i nostri vecchi: alle troppo rapide ascese seguono sempre altrettanto veloci declini.
Però noi dobbiamo imparare a colloquiare con questa nuova realtà e, a Roma come a Savona, pretendere che tutti questi politici, improvvisamente proiettati ai massimi livelli nazionali, siano preparati (o, almeno, si preparino) politicamente e si comportino con logica e correttezza per affrontare subito i temi più urgenti: il lavoro, la legge elettorale, il conflitto di interessi, la riforma del patto di stabilità.
Credo che, a Roma, non debba essere neppure presa in considerazione la follia di una alleanza con Berlusconi: sarebbe la nostra fine. Bisognerà, invece, seppur obtorto collo, collaborare con i grillini e, se questi perdurassero in comici atteggiamenti ed in rifiuti preconcetti, temo che l’unica soluzione risulterebbe il ricorso alle urne, e non certo per nostra responsabilità.
E dunque, chi ne ha voglia e capacità si rimetta a lavorare, in modo forse più incisivo, in mezzo alla gente, sempre al servizio dei cittadini (come ripeto sempre: la politica è servizio), con pubblici dibattiti, incontrando i lavoratori, assumendosi le proprie responsabilità di cittadini e di amministratori. Insomma, mettendoci la faccia.
E, finalmente, utilizziamo mezzi di colloquio più comprensibili alle nuove generazioni: nessun contesto associativo, di qualsiasi genere, ha un futuro se non ci sono i giovani.
Inoltre, a Savona urge formare la nuova Segreteria Provinciale. Quella del Segretario Provinciale deve essere una carica elettiva e svolta a tempo pieno (e, quindi, non assunta da chi già svolge la funzione di pubblico amministratore). Facciamo in fretta.
Sono tematiche importanti e, ove lo riteniate opportuno, potrebbero essere approfondite in una apposita riunione di questa Assemblea.
Infine, ancora molti auguri ai due Deputati. Sono sinceramente convinto che svolgeranno ottimamente il loro compito, con grande presenza sul territorio, dimostrando direttamente che il PD resta il partito della gente onesta, dei lavoratori, dei più deboli, capace di continuare a praticare una politica pulita, risolvendo o tentando di risolvere i terribili odierni problemi che ci affliggono.
A tutti i membri dell’Assemblea cordiali saluti.





