Sanità - 10 aprile 2013, 17:55

Incontro Neirotti - sindacati, fumata "grigia"

Dal direttore ASL la garanzia di non effettuare spostamenti nell'immediato, ma nessuna garanzia in caso di nuovi tagli

Flavio Neirotti, direttore generale ASL 2

Flavio Neirotti, direttore generale ASL 2

Risultati contrastanti dopo la riunione di questa mattina tra le sigle sindacali e Flavio Neirotti, direttore generale della ASL 2. I tagli alla sanità non fanno più notizia, si sa, ma hanno ripercussioni pratiche sul personale: ridotto, insufficiente, sballottato qua e là. Un malcontento crescente, fino a che, qualche giorno fa, una mail è arrivata sul pc del direttore. La firma era quella di Ciro Ferrentino, segretario provinciale FP CGIL; la richiesta, quella di dare immediate garanzie sull'impiego delle risorse umane, esprimendo tutto il malcontento dei lavoratori.

Così alla riunione di questa mattina, che doveva essere di routine, affianco alla Agosti e alla Baldinotti, interlocutori abituali, era seduto anche lui. Si doveva parlare di provvedimenti minori: la notizia più interessante è lo spostamento dell'attività di laboratorio con il meccanismo del "hub&spoke", ovverosia un solo grande laboratorio che fa da riferimento per una determinata specialità, e gli altri laboratori "satelliti" che si connettono in via telematica per le urgenze. Un metodo che permette di evitare "duplicati" sul territorio senza sacrificare l'efficacia, a tutto vantaggio della razionalizzazione.

Neirotti ha taciuto per gran parte della riunione, poi in conclusione è intervenuto rispondendo al punto "non scritto" dell'ordine del giorno. La situazione che si è delineata dopo l'ultimo taglio da 10 milioni di euro è chiara, spiega, e se le cose non si aggraveranno ulteriormente, nessuno spostamento nè ulteriore taglio interesserà nel 2013 il personale sanitario. Solo una speranza, però, non una certezza: nessuno può escludere ad oggi altri drastici tagli nel budget dell'azienda sanitaria.

Una risposta che però ha lasciato perplessi i sindacati, trattandosi di una semplice dichiarazione di intenti senza alcuna garanzia reale. E la preoccupazione tra i lavoratori della sanità non accenna a diminuire.

Andrea Chiovelli

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