"Un’occasione in cui trovare quella sintesi che già Cicerone cercava tra la cultura vitis e la cultura animi". Con questa definizione Elio Ferraris, presidente del Circolo degli Inquieti di Finale Ligure, presenta la prima edizione della Rassegna nazionale dei Vini rari, che si terrà in concomitanza dal 31 maggio al 2 giugno con il Festival dell’Inquietudine e durante la quale sarà possibile degustare ben 32 vini rari provenienti da 7 regioni d’Italia, compresa la nostra. "È un evento che abbina cultura e coltura e allarga i contenuti del festival alla promozione turistica e alla valorizzazione del territorio. Inoltre rendiamo omaggio al conte Giorgio Gallesio, grande botanico del ‘700, nato a Finalborgo e sepolto tra gli uomini illustri alla Basilica di Santa Croce in Firenze, e alla sua “Pomona Italiana”, (la prima e più importante raccolta di immagini e descrizioni di frutta e alberi fruttiferi realizzata in Italia, ndr)".
Una rassegna che privilegia "le produzioni territoriali di qualità, così come richiesto dall’attuale competizione internazionale", spiega Michele Alessandria, direttore generale dell’Onav, l’Organizzazione nazionale Assaggiatori di Vino, che, con la sua presenza, assicura la caratura scientifica della rassegna. "Il mondo del vino è davvero inquieto, sempre alla ricerca di nuove tecnologie, che guarda al futuro ma allo stesso tempo fortemente legato alla tradizione e all’agricoltura delle origini. Dietro la tradizione c’è la storia e i vitigni presenti a questa iniziativa sono storici. In passato molti di essi erano considerati poco produttivi o davano origine a vini delicati e difficili da conservare e per questi motivi sono stati abbandonati o, peggio, dimenticati. Oggi, invece, vengono riscoperti".
Nel mondo molte persone mangiano spesso hamburger e bevono Coca Cola ma se si vuole degustare un buon bicchiere di vino o una particolare varietà di olio o di agrume bisogna recarsi nel luogo in cui questi pregiati frutti nascono. E tra i vini pregiati presenti alla rassegna potremo assaporare la Lumassina e il Mataossu, unicità tipiche delle nostre zone.






