Un'alternativa praticabile all'auto (specie in tempi di crisi) potrebbe essere usare la bicicletta come mezzo di trasporto, almeno nelle zone più pianeggianti della città di Savona. Il Comune, proprio a questo proposito, ha lanciato ormai da qualche anno il servizio di "bike sharing": 40 biciclette parcheggiate in punti strategici della città, a disposizione di chi si abbona al servizio.
Proprio questa iniziativa, però, è finita ora nel mirino degli OSTinati, che la bollano come "troppo costosa". Le 40 biciclette, raccontano, sarebbero costate circa 30.000 euro: peccato che, da quando il servizio è stato attivato, 15 di queste siano state rubate. portando virtualmente l'investimento all'importante cifra di 1200 euro per ogni bicicletta. Senza contare la manutenzione: sempre secondo dati forniti dalla Community, le spese nel 2012 supererebbero i 14.000 euro.
Meglio allora, dicono gli OSTinati, delle bici convenzionali: "Ormai ai mercatini dell'usato con soli 25 euro si possono acquistare dei cicli dignitosi, che hanno il grande vantaggio di scoraggiare i ladri per il loro basso valore o almeno riducono la rabbia dei derubati, vista la modica quantità del danno. Ma a Savona manca un numero adeguato di parcheggi bici e la loro dislocazione non segue un piano razionale".
Ecco allora l'idea: "Se il problema è dove reperire le risorse, la nostra proposta è semplice: sopprimiamo il bike sharing, costosissimo e pochissimo utilizzato, e destiniamo la cifra per acquistarne un gran numero e collocarli nei posti strategici". Secondo i dati della community, uno stallo costerebbe intorno ai 30 euro: ne consegue che, con l'investimento di 30.000 fatto per 40 biciclette, sarebbe possibile acquistare 1000 stalli.
In chiusura, non manca la polemica nei confronti di chi ha operato, a loro avviso, una scelta sbagliata. "Dall'analisi di alcune delibere ci siamo fatti un'idea di cosa costa il servizio. Più difficile è sapere cosa si ricava. Parrebbe che il bike sharing serva soprattutto per conquistare la bandiera blu (?). Non sapevamo che il diabolico dirigente dal cognome ittico (chiaro l'ironico riferimento a Luca Pesce, all'epoca con doppio ruolo in Comune e in ATA, ndr) avesse attivato anche delle segretissime piste ciclabili sottomarine".





