Proseguono a Finale Ligure gli appuntamenti con la rassegna "Un libro per l'estate", organizzata dalla Libreria Cento Fiori con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo. Domenica 1° settembre l'astrologo Stefano Vighi presenterà alle 21,15 in piazzale Buraggi a Finalmarina (lungomare), "Di che amore sei?", edito da Sperling e Kupfer (ingresso libero).
Si legge nella presentazione: "Ogni passione è vissuta come definitiva, salvo poi ricredersi: la dolce e seduttiva Liz Taylor non si orientava nel caos dei sentimenti, come spesso accade ai Pesci. Audrey Hepburn, da vera Toro, coltivava con totale abnegazione il calore della famiglia, a costo di subire in silenzio i tradimenti. Nonostante l'immagine di bionda vacua, Marilyn Monroe, da perfetta Gemelli, in una relazione cercava gli stimoli intellettuali. Carla Bruni, in apparenza calcolatrice spregiudicata, è sì una Capricorno ambiziosa e infatuata del potere, ma anche una compagna leale e piena di passione. Peccato che il suo matrimonio non sia nato sotto i migliori auspici... Ognuna di queste donne ha amato tanto, in maniera intensa e travolgente, spesso dando scandalo agli occhi del mondo. E delle stelle, che di certo non sono state a guardare, e hanno condizionato il loro modo di essere mogli, madri, amanti. Proprio come influenzano il nostro. Il giornalista e scrittore Antonio Mancinelli e l'astrologo Stefano Vighi ci guidano in questo insolito viaggio tra zodiaco e indiscusse icone femminili: ogni segno è associato a una diva di ieri o di oggi, colta in un momento chiave della propria vita affettiva. Attraverso l'analisi del suo comportamento, emergono i tratti astrologici distintivi che riguardano anche noi: quali relazioni ci attraggono? Che tipo di partner cerchiamo? Quali errori siamo predisposti a commettere e, soprattutto, quali amori ci accompagneranno?
Stefano Vighi è stato broker finanziario, ha poi studiato astrologia in Inghilterra con John Frawley, uno dei maggiori astrologi viventi. Ha collaborato con le testate Marie Claire, Cosmopolitan, Vanity Fair, Tu Style e molte altre. Ha lavorato anche in Tv.
Nella foto: il lungomare di Finalmarina (Foto Studio Merlo Genova).
Prossimi appuntamenti in piazzale Buraggi (ore 21,15, ingresso libero):
Mercoledì 4 settembre
GIANLUIGI SALVI
presenta
"LA MIA META"
De Ferrari Editore
Conduce Guglielmo Bonaccorti
“La mia meta”, libro esordio di Gianluigi “Longar” Salvi*, è l’avvincente racconto di un viaggio solitario e selvaggio tra Canada e USA di oltre nove mesi da luglio 1984 alla primavera 1985 attraversando sei stati del Canada e sedici degli Stati Uniti, percorrendo oltre 10.000 miglia in bus, nave, auto, moto, treno e a piedi.
Gli anni ’80 del XX secolo sono stati caratterizzati da importanti cambiamenti conclusi, nel 1989, con la Caduta del Muro di Berlino e piazza TienAnMen. Il 1984 e ’85 sono ricordati per l’assassinio di Indira Gandhi, Reagan presidente USA, Mikhail Gorbachev e la perestrojka.
L’America che ci propone Salvi porta ancora tracce della Beat Generation degli anni ’50, che ha direttamente ispirato i movimenti culturali di rottura del maggio 1968 e ha contribuito a rinforzare il “mito americano”. Il Rock and roll è la musica di riferimento rappresentata da The Doors, Bob Dylan, Eagles, Neil Young.
Come un nuovo Jack Kerouac – uno dei padri della beat generation – l’Autore racconta dei luoghi e delle persone che incontra con una prosa spontanea e viva. Il ritmo sostenuto del racconto è in linea con la sequenza degli eventi del viaggio, soste brevi ma intense per poi ripartire all’alba per la prossima tappa. Una miscela coinvolgente di scoperta, romanticismo e senso di libertà.
Gianluigi “Longar” Salvi – esperto di sistemi off-grid, termotecnico, poeta, scrittore, alpinista, freeclimber, runner, viaggiatore selvaggio – Praino classe 1965, cresce a Longarello, borgo di Pra’ (Prata Veituriorum) GE, luogo storico patria dei Veiturii, del basilico e, a detta di molti, dei migliori pescatori liguri. Ama l’avventura e la solitudine.
Giovedì 5 settembre
MARINA MORPURGO
presenta
"RISORSE DISUMANE"
Astoria Editore
Conduce Donatella Sasso
Milano, oggi. Tre donne vengono licenziate, all’improvviso. Prima della rabbia, arriva la vergogna – se si è stati licenziati forse un motivo ci sarà – poi l’ansia – trovare un nuovo lavoro è difficile, ciascuna, come si dice, tiene famiglia e mutui – poi ancora la difficoltà di adattarsi a ritmi di vita inusuali: tutti sperano sempre di avere più tempo, ma quando il tempo a disposizione è troppo, non è più un sogno ma un inferno. Su tutto aleggia un profondo senso di incomprensione su ciò che è loro capitato.
Trattandosi – ahinoi – di tre lavoratrici intellettuali, non si limitano a voler capire cosa è successo e perché, ma decidono che importante è far capire, a chi questo licenziamento ha messo in atto, che licenziare forse non è la soluzione più brillante per far andar meglio le cose. Insomma, il responsabile va rieducato!
Uno sguardo ironico eppure appassionato su un mondo, il nostro, travolto dalla crisi economica e dalle sue conseguenze. Un romanzo per resistere ai manager nell’era della crisi economica globale (e riderci sopra).
Marina Morpurgo (Milano, 1958) ha due figli e un cane che assomiglia a una pecora. Ha alcune passioni tra le quali andare in montagna e scrivere. Giornalista (L’Unità, Diario) ha pubblicato cinque libri per ragazzi, tra i quali il ciclo dell’iraconda strega Sofonisba (editi da Feltrinelli). In generale trova che ridere sia molto meglio che piangere, e si applica per riuscirci.
Venerdì 6 settembre
CRISTINA SCANU
presenta
MAMMA E' IN PRIGIONE
Jaka Book
L'ultimo studio sulla detenzione femminile nelle carceri italiane risale agli anni '90. Dopo oltre un anno di inchiesta, Cristina Scanu ci svela un mondo di confine: dai grandi problemi di una normativa mancante alla mala-prigione. Il 90% delle detenute è madre di uno o più figli. Molte li hanno lasciati fuori dal carcere; altre hanno scelto di tenerli con sé, dal momento che la legge lo consente. Nella sua drammaticità un libro appassionante, un dialogo serrato con le detenute e con chi nelle prigioni lavora (educatori, volontari, direttori, assistenti sociali e agenti di polizia penitenziaria). I racconti delle detenute e di chi vive e lavora a contatto con loro dipingono un quadro sconvolgente delle carceri italiane. Dove bambini crescono accanto a madri frustrate che aggiungono alla sofferenza della pena il dolore di una maternità mutilata. Bimbi costretti a vivere in celle umide e buie, a essere svegliati dal rumore delle chiavi che aprono i cancelli dei blindati, a giocare in un cortile di cemento. Il carcere non è un posto per bambini, vittime di errori che non hanno commesso. Eppure, ogni giorno, molti di loro aprono gli occhi dentro una cella. Sono loro il filo conduttore di questo lavoro.
Cristina Scanu. Nata a Milano nel 1979 – dove ha studiato fino alla laurea in sociologia, indirizzo comunicazione e mass media – da genitori sardi (padre di Calangianus e madre di Laerru) Cristina Scanu ha iniziato a lavorare in una tv locale lombarda (Telenova), per poi passare a Mediaset e infine alla Rai. Ha collaborato con periodici e quotidiani e oggi fa l’inviata per il programma d Rai2 “L”Ultima Parola”.
Domenica 8 settembre
MARCO GRASSO E MATTEO INDICE
presentano
A MEGLIA PAROLA. LIGURIA TERRA DI 'NDRANGHETA
De Ferrari Editore
"A meglia parola: Liguria terra di ndrangheta" è il libro scritto dai giornalisti Marco Grasso e Matteo Indice. Nel volume i due giornalisti de Il Secolo XIX parlano di "due comuni, Bordighera e Ventimiglia, che sono stati sciolti in pochi mesi per infiltrazioni mafiose, secondo e terzo caso di sempre nel Nord. E poi locali incendiati, appalti sospetti, politici che chiedono voti ai clan, capimafia che prendono ordini direttamente dalla Calabria". "Secondo l’ultimo rapporto commissionato dal Ministero dell’Interno – affermano i due autori – la Liguria è la sesta regione a più alto indice di “mafiosità” in testa alla classifica nell’Italia settentrionale e fra le città, Imperia e Genova guidano la graduatoria". "Eppure – si domandano – mentre in tutta Italia la malapianta subisce colpi durissimi, da queste parti l’inchiesta più importante termina con un’assoluzione generale: un epilogo paradossale".





