"33 licenziamenti tra un anno, ma li decidiamo subito", era la richiesta dell'azienda. "Decidiamo tra un anno chi e quanti licenziare", rispondeva il sindacato. E su questi due fronti si è rimasti parecchio tempo: fino a che, pochi giorni fa, i dirigenti di Cabur si erano detti finalmente disposti a trattare.
Si è arrivati così all'incontro di ieri con la convinzione che fosse ormai fatta: l'azienda si era impegnata a presentare una proposta che prevedesse, come richiesto dai rappresentanti dei lavoratori, un anno di cassa integrazione, la realizzazione di importanti investimenti (sotto forma di una nuova linea produttiva), e la verifica tra un anno di eventuali esuberi, da quantificare una volta chiaro l'andamento del mercato e degli investimenti fatti.
All'appuntamento Cabur si è presentata, però, con questa proposta: "Rimandiamo di un anno la scelta di chi licenziare, ma ratifichiamo subito che, comunque vada, ci saranno 33 licenziamenti". Tradotto: si licenzia comunque, solo che invece di decidere oggi chi tra 12 mesi perderà il posto, lo scegliamo fra un anno. Uno slittamento quindi che riguarda solo i nomi, non i numeri.
Sconcertati i sindacati. "La proposta è inaccettabile - tuona Andrea Pasa, di CGIL - ci chiedono di firmare una cambiale in bianco. A noi non interessava salvare questo o quel dipendente, noi vorremmo salvarli tutti: e la strada passa attraverso il rilancio della produzione con i nuovi investimenti".
Com'è possibile, chiede Pasa, decidere oggi quanti saranno gli esuberi tra 12 mesi? I conti vanno fatti dopo gli investimenti, sostiene: "Paradossalmente noi siamo pronti ad accettare anche 50 licenziamenti anziché 33, ma solo a cose fatte. Se gli investimenti vanno male e l'esubero è strutturale, accetteremo qualsiasi taglio. Ma ci sconcerta la volontà di decidere a priori che, comunque vadano le cose, un terzo della forza lavoro è di troppo. Noi stiamo cercando di salvare tutti i dipendenti, non qualcuno in particolare: proporci di mantenere i licenziamenti, limitandosi a rimandare la scelta delle 'vittime' del taglio, dimostra che in Cabur non hanno capito il nostro intento. Ora spero le istituzioni si facciano sentire".
E la sede sarà l'Unione Industriali, il 13 novembre, quando è previsto un incontro tra Cabur, sindacati e Regione. Giorno in cui i lavoratori effettueranno 8 ore di sciopero con presidio, in aggiunta ad altre 4 ore da effettuare tra lunedì e martedì.





