Attualità - 19 novembre 2013, 14:34

Caprette tibetane di Cosseria, atto II

Più di 300 ormai le missive al sindaco, anche da Milano e Napoli, con appelli per un sequestro preventivo di 7 capre e una cavalla abbandonate dal padrone. Ora contengono anche la risposta alle dichiarazioni di ieri: "Il padrone le sposterebbe? Solo per farle morire altrove"

Una carpetta tibetana (immagine di repertorio)

Una carpetta tibetana (immagine di repertorio)

Una cavalla e sette caprette tibetane, quanto resta di un originale gregge di 22. Sono loro le protagoniste di una mobilitazione che, a Cosseria, sta facendo davvero molto rumore.

Più di 300 mail, ormai. Dal savonese, ma non solo: ci sono messaggi inviati da Torino, Milano, Napoli. Da ieri mattina l'indirizzo di posta elettronica del sindaco, Andrea Berruti, e quello dell'ufficio tecnico, sono letteralmente sotto attacco. Ogni pochi minuti, incessantemente, giungono messaggi email contenenti appelli a favore di questi animali: secondo gli animalisti, sarebbero stati abbandonati dal padrone, che da mesi ormai non li rifornirebbe di cibo.

"Sono stati spesso visti vagare vicino alla ferrovia e alla strada provinciale", dicono in molti nei loro messaggi. Per tutti, un appello: sequestro preventivo. Sottrarli al proprietario, prima che muoiano tutti, dicono. La famiglia "adottiva" per questi animali sarebbe già pronta.

"Non si può, sono proprietà privata - ha risposto ieri il sindaco a Savonanews - abbiamo incontrato il padrone degli animali, che si è impegnato a spostarli prendendosene cura. Vigilerò personalmente".

E queste parole, invece di placare gli animi, stanno scatenando una seconda ondata di reazioni. Le mail continuano ad arrivare con la frequenza di ieri, ma questa volta contengono una nuova porzione di testo: la risposta a questa posizione. "Rifiuta il sequestro perché ha fiducia nel proprietario - scrivono in molti - ma averli abbandonati finora è già un reato". Poi chiedono: "Ma dove li sposterà? Per abbandonarli di nuovo e lasciarli morire? O magari per macellarli?".

Una mobilitazione davvero eccezionale, visti i numeri e la costanza. Un'iniziativa con l'obiettivo di "costringere" l'amministrazione a farsi carico di un problema che altrimenti, temono gli animalisti, verrebbe percepito come minore. Obiettivo centrato: i riflettori, ora, sono tutti su Cosseria e le sue sette caprette tibetane. Anche a Milano e Napoli. Con l'augurio che in futuro mobilitazioni su altre tematiche, altrettanto importanti, possano rivelarsi altrettanto efficaci.

Andrea Chiovelli

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