Edizione locale IlNazionale.it
Perché per decenni non hanno preteso una pubblica misurazione delle emissioni?
Ci appare gravissimo che i rappresentanti di Regione, Comuni e sindacati (intervistati oggi) abbiano provato nuovamente a far finta di niente: nessun cenno su quanto apparso sui media in questi giorni secondo cui “una delle contestazioni che i Pm stanno valutando è quella di aver nascosto il reale quantitativo delle emissioni inquinanti nell’arco degli anni. Questo sarebbe avvenuto fornendo valori inferiori a quelli reali …”
Riteniamo altresì grave che non vengano date risposte sul perché siano stati concessi in sede di Autorizzazione integrata ambientale, limiti in concentrazione di monossido di carbonio e biossido di zolfo clamorosamente superiori al range massimo delle normative sulle Migliori Tecnologie Disponibili.
In un contesto in cui diversi studi e parametri evidenziano i gravi problemi ambientali e sanitari del nostro territorio, come lo studio ambientale lichenico 2007 e lo studio dell’università di Stoccarda 2013 (a proposito del quale, Greenpeace ha recentemente ricordato che la centrale di Vado sarebbe "la più letale" in Italia), diversi amministratori anche oggi si sono limitati a ripetere la stesse generiche e persino ovvie frasi sulla necessità di “salvare l’azienda e l’ambiente”, quando per decenni non ricordiamo abbiano preteso una pubblica misurazione delle emissioni alle ciminiere.
Non riteniamo più accettabile per i cittadini savonesi osservare questi atteggiamenti degli amministratori, che parrebbero più attenti alle esigenze aziendali che a quelle del territorio.
Ricordiamo che, secondo il nostro ordinamento, il reato di getto pericoloso di cose (tra cui anche la diffusione di polveri) sussiste e punisce non solo ogni condotta attiva, ma anche ogni condotta omissiva che provochi l'evento pericoloso".