Affidamento in prova o un ulteriore "sconto di pena" per i detenuti più meritevoli, incentivi all'uso dei braccialetti elettronici ed espulsione degli stranieri ristretti in carcere.
Sono alcune delle novità che si introducono con l’ulteriore decreto "svuota carceri”.
Il decreto prevede, infatti, che saranno inseriti nuovi strumenti elettronici di controllo: i giudici dovranno prescrivere l'utilizzo dei braccialetti a meno che non si possa escludere la necessità degli stessi per pene fino a 4 anni.
Ed inoltre sale da 45 a 75 giorni a semestre lo sconto di pena concesso tramite la liberazione anticipata.
Questi alcuni dei punti più controversi e che hanno creato diverse polemiche anche a livello nazionale, ma non solo.
Ecco, infatti, che non tardano ad arrivare le reazioni anche dei nostri politici locali.
Rosy Guarnieri sul suo profilo Facebook afferma sul punto “Ancora una volta il governo ha decretato e determinato uno stato di delinquenti !!! Il secondo svuotacarceri in due anni !! Non solo gli spacciatori ( vedasi l'arresto di qualche giorno fa nel centro di Albenga) non entrano in carcere perchè patteggiano , non solo l'essere clandestini non è un reato ma comporta una sanzione pecuniaria ( pagata quando è da chi se pagata ) liberiamo anche tutti coloro che con grande fatica e rischio delle forze dell'ordine sono stati assicurati alla giustizia !!!” ed ancora “Ogni anno si ricomincia da capo : riprendere quelli che hanno fatto uscire non senza che gli stessi purtroppo abbiano prodotto ai cittadini onesti ulteriori danni , disagi e paure!!!La mia solidarietà a tutti i componenti le forze di Polizia !!! Forza ragazzi si riparte da tre svuotacarceri !!!”
Ed allora a fronte della situazioni di grande difficoltà della situazione carceraria italiana ci si chiede se è davvero questo il modo giusto di affrontare la problematica.
La preoccupazione è quella che i cittadini onesti vengano penalizzati e messi in pericolo rispetto a quanti trasgrediscono la legge e non vengono puniti per questo.
Ed allora numerosi già i “mi piace” e i commenti che si possono leggere sui social network riguardanti tale argomento e le richieste di pene certe per i soggetti condannati .
Numerose le critiche ai politici che hanno varato tale misura che





