Attualità - 23 maggio 2014, 15:40

Tirreno Power, dal vertice a Roma: 35 esuberi per Vado Ligure, accompagnamento alla pensione per una trentina di lavoratori. I sindacati proclamano stato di agitazione

Non è stato presentato alcun piano industriale dall'azienda. Mercoledì nuovo volantinaggio nella piazza del Mercato, giovedì assemblea dei lavoratori e fiaccolata il 30 maggio

Tirreno Power, dal vertice a Roma: 35 esuberi per Vado Ligure, accompagnamento alla pensione per una trentina di lavoratori. I sindacati proclamano stato di agitazione

E' terminato intorno alle 15.30 l'incontro a Roma su Tirreno Power al quale hanno preso parte l'azienda, i segretari delle categorie sindacali nazionali e savonesi. 

Nel corso dell'incontro sono stati confermati i 191 esuberi a livello nazionale annunciati dall'azienda lo scorso 13 maggio durante il vertice romano: saranno 35 invece quelli proposti dall'azienda per lo stabilimento di Vado Ligure.

Forte la reazione dei sindacati: "Incontro inconcludente, non è stato confermato nulla di concreto - afferma Innocente Civelli, rsu Tirreno Power- proclamiamo lo stato di agitazione e nella prossima settimana organizzeremo un'assemblea con i lavoratori". Sarà fitta infatti la settimana a seguire per i lavoratori di Tirreno Power: per mercoledì è previsto un nuovo volantinaggio nella piazza del Mercato a Vado Ligure, giovedì assemblea dei lavoratori diretti alle 14.30 in centrale mentre per quelli dell'indotto alle 17 nella Valle di Vado e fiaccolata il 30 maggio.

"Inoltre si aprirà una procedura di mobilità per i lavoratori diretti vicino alla pensione" afferma Civelli. Saranno circa una trentina i lavoratori che potranno accedere all'accompagnamento alla pensione.

Non è stato illustrato alcun piano industriale dall'azienda, Tirreno Power ha invece presentato il progetto, proposto alla Magistratura, di adeguamento alle Migliori Tecnologie Disponibili agli impianti VL3 e VL4 per ottenere il riavvio e quindi la ripresa dell’attività.

Entro giugno saranno ridiscussi tutti i finanziamenti dell'azienda. Si fa sempre più preoccupante il rischio fallimento se azionisti e banche non confermeranno la possibilità di finanziare il debito dell'azienda che si trova in "stato di crisi". Intanto decisivo sarà anche il parere che il Pubblico Ministero e il giudice Fiorenza Giorgi esprimeranno sull'istanza di dissequestro presentata dai legali dell'azienda.

Debora Geido

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