Di tutte le bands passate per questa rubrica, di certo I Tremendi Canti (spesso abbreviato in 3MC) sono certamente la più assurda, atipica ed imprevedibile. Se andate a un loro concerto dovete aspettarvi di tutto: di vederli mentre si cimentano nella parodia dei rappers, con tanto di catenoni di finto oro al collo, cappellini, occhiali scuri e gesti sgraziati ed eccessivi; o addirittura di non vederli proprio, perché iniziano a suonare coperti da lenzuola bianche che nascondono tutto il palco. E con la musica, poi, il tutto diventa ancora più incredibile: potreste sentirli fare una cover di Enya, la musicista più soft e delicata del mondo, trasformandola in un brano di power metal estremo! Oppure una cover di Ligabue (“Urlando contro il cielo”) diventa un pretesto per fare satira politica (“Burlando contromano”). Oppure ancora ecco arrivare un medley di melodie famosissime tratte da pubblicità “vintage”, dalla cedrata ai rasoi, con testi stravolti che parlano di tutto un po’, citando dal ciclismo a Massimo Gilletti! Perché i Tremendi Canti offrono degli show sostanzialmente “comici”, ma allestiti con grande serietà e con una precisione esecutiva sugli strumenti che vi lascerà a bocca aperta. Davvero una grande band, fuori dagli schemi, trasgressiva e, nonostante i 15 anni di attività, ancora piena di idee. Tante nuove idee, di cui ci parla il fondatore, Lorenzo “Buer” Boeri, in questa intervista.
1. Cominciamo dal nome: prima di tutto è Tre Mendicanti o Tremendi Canti? Me lo sono sempre domandato perché c’è stata una fase della vostra storia in cui eravate in tre e talvolta vi esibivate con dei costumi “stracciati”… Come è nato questo nome?
Dunque, da quel novembre del 1998 ne è passata di acqua sotto i ponti! Anche noi siamo stati sotto i ponti, perché hai detto bene: il “mistero” sul nome nasce proprio dalla differenza tra la grafìa (Tremendi Canti) ed il look adottato in quasi tutti i nostri concerti (ci siamo presentati spesso come “l’unico gruppo di ClocHard Rock”). Questo calembour ha avuto la meglio su altre proposte che facevano parte di una lista di nomi piuttosto nutrita.
2. La vostra formazione ha avuto diversi cambiamenti anche per quanto riguarda il numero dei musicisti coinvolti sul palco: vogliamo riassumere insieme un po’ il percorso dei 3MC, la sua storia e chi ne ha fatto parte?
Dunque: il nucleo fondatore vide me al basso e voce, Massimo “Bozzy” Bozzano alla chitarra e cori, Maurizio “Depp” De Palo alla batteria e cori. Dopo qualche concerto, a marzo 1999, Franco “Frank” Dionisi ci vide e manifestò l’intenzione di unirsi a noi: fummo lieti di accoglierlo in gruppo sia per sue doti umane che per quelle musicali. Questo aspetto mi permise di spaziare molto di più sul palco e allargare la proposta artistica. Il connubio durò sino al 2006, anno in cui Frank si sposò. Suonammo alcune date in formazione originale, poi nel 2008 trovammo in Federico “Gas” Fugassa l’unica persona in grado di prendere il posto di Frank. Dopo poco scovammo l’incredibile talento di Marco Bazzano, il nostro Syd Barrett… Che fu sostituito dopo poco dalla rassicuranze presenza del talentuoso Mauro “Malox” Maloberti alle tastiere. Eccoci ai giorni nostri! Sintetico, Eh?
3. I Tremendicanti hanno tante sfaccettature: dalla parodia demenziale, alla cover-band, alla musica dialettale, al rock. Descriveteci alcuni dei vostri spettacoli più memorabili, come sono nati e come sono stati sviluppati.
I primi concerti nacquero da intense sessions di prove nelle quali la fase creativa ci portò a coniugare idee strampalate ed anche distanti anni luce tra loro, aiutati da un’intesa ed una spontaneità non comuni. Ricordiamo con particolare piacere il primo concerto (“Le Macine”, ad Albenga, il 25 gennaio 1999); quello al “Caprice”, sempre ad Albenga, nel febbraio 1999, nel quale il pubblico passò dall’indifferenza totale al coinvolgimento sfrenato nel giro di pochi minuti; la festa di ringraziamento del primo “Balla coi cinghiali” al Circolo ARCI “Italo Calvino” di Loano (a proposito, siamo stati il primo gruppo in assoluto a suonare al festival BCC!). Ed un delirante concerto al “Puerto Escondido” di Ventimiglia… ma la lista dei memorabilia, in questi 15 anni, è davvero lunga!
4. In un concerto dei Tremendi canti non c’è solo la musica, ma spesso anche costumi e travestimenti, accessori bizzarri, trovate sceniche, un giusto cocktail di rock, cabaret e teatro. Quanto lavoro c’è dietro la preparazione di uno show?
C’è molto lavoro ma anche moltissima improvvisazione! Cerchiamo di creare un rapporto, anche scontroso, col pubblico, attraverso la mia “vis polemica” che vuole stimolare senza lasciare indifferenti. Si parte da alcune trovate e poi ci si lascia ispirare dal luogo, dall’atmosfera che sentiamo, dall’interazione coi presenti che spesso ci portano a stravolgere il canovaccio della serata. Siamo un gruppo di amici, prima che di musicisti, e si sa quanto il cazzeggio, ehm, volevo dire, il “brainstorming” possa produrre risultati eclatanti!
5. E concludiamo con la famosa domanda che, come ci dicono altre bands che sono state ospiti di questa rubrica, “porta bene”: a quali progetti futuri state lavorando?
Stiamo per lanciare la nostra prima maglietta, sto per ultimare la mia sala prove e si parla di mettere insieme qualche idea singola per comporre qualche pezzo nostro… Siamo un gruppo ancora fresco e poco sfruttato, visto che abbiamo suonato poco in questi 15 anni, e quindi… ad maiora, anzi, ad malora!








