In molti oggi, durante l’assemblea dei lavoratori di Tirreno Power, hanno manifestato la volontà di aderire alla “mobilità volontaria”. Aderire “volontariamente” alla mobilità rappresenta la soluzione per interrompere la procedura dei licenziamenti collettivi. Infatti, l’accordo stipulato tra le categorie sindacali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec e l’azienda che ha previsto lo scatto della mobilità volontaria per 111 lavoratori sul territorio nazionale, pone ora il limite, entro il 31 luglio, per i lavoratori più vicini alla pensione di “auto licenziarsi”.
Sulle procedure di mobilità volontaria per i lavoratori diretti dello stabilimento vadese si erano incontrati a Roma i rappresentanti locali delle categorie sindacali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec, insieme a quelli degli stabilimenti di Civitavecchia e Napoli, per avere dei chiarimenti sulla mobilità e sugli ammortizzatori sociali da mettere a disposizione. Un nuovo incontro lunedì con i sindacati e un responsabile del personale dell’azienda metterà ulteriore chiarezza sulle procedure di mobilità.
“Oggi durante l’assemblea molti lavoratori hanno manifestato la necessità di aderire alla mobilità volontaria – afferma Maurizio Perozzi, rsu Tirreno Power – e lo hanno fatto non solo lavoratori vicini alla pensione ma anche molti giovani perché è alta la disperazione e la tensione emotiva di questi ultimi mesi di cassa integrazione”.
Intanto è stata prorogata per i 155 lavoratori diretti la cassa integrazione ordinaria fino al 28 settembre e la cassa in deroga per i lavoratori dell’indotto fino al 31 agosto. Rimangono 315 gli esuberi di Tirreno Power a livello nazionale annunciati a giugno dall’azienda, di cui 127 dello stabilimento di Vado Ligure.





