“I “Verdi” del Ponente savonese ritengono di dover sottolineare quello che nel Piano Regionale è l'obiettivo più importante: sviluppare l'offerta per un turismo attivo in tutto l'arco dell'anno - “all season”. Il Ponente savonese può dimostrare come possa essere efficace l'integrazione tra il turismo balneare e quello ambientale, operativo tutto l'anno, con una serie di attrazioni sportive e culturali”. Il partito interviene sul turismo, in particolare sul “grido di allarme” lanciato dagli operatori turistici, penalizzato ulteriormente dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli, proponendo dunque delle soluzioni per arginare l’emorragia di presenze turistiche.
“Anche un recente studio della Coldiretti, proseguono i Verdi, dimostra come il “turismo ecologico” , nelle aree verdi e nei parchi archeologici, cresca costantemente ad integrazione della tradizionale vacanza estiva. Entrando nel concreto, i finanziamenti della Regione Liguria per le attività di promozione turistica ammontano a 4.400.000 Euro”.
E proprio in regione si potrebbe sviluppare un turismo "all season", per tutte le quattro stagioni, puntando sull'ecoturismo, che porta alla scoperta dell'ambiente naturale e delle risorse rurali-enogastronomiche, sul turismo culturale di scoperta delle tradizioni e del grande patrimonio monumentale - archeologico. Complementare in sostanza a quello balneare.
"In riferimento alla realtà Finalese, sottolineano i Verdi, come è possibile che Castel Gavone, Castel S. Giovanni e Castelfranco abbiano solo aperture straordinarie grazie ad Associazioni di volontariato e la visita alla caverna delle Arene Candide – il sito archeologico più importante della Liguria – rimanga ancora un sogno per tutti? Perchè i teatri storici Sivori e Aycardi sono da decenni ancora in attesa di un recupero completo per un razionale utilizzo?"
"Il Piano Regionale dovrebbe essere più preciso e articolato nelle proposte operative, indicando in modo puntuale le opportunità presenti sul territorio, oltre a quelle offerte dai finanziamenti europei che, come è noto, rimangono in gran parte inutilizzati” conclude l'associazione.





