“Purtroppo non era difficile immaginare che dietro le azioni di protesta dello scorso anno registratesi anche nella nostra provincia si trovassero elementi che nulla avevano a che fare con la legittima indignazione ed esasperazione della gente comune e soprattutto con il mondo delle imprese”. La CNA di Savona interviene in merito all’arresto per spaccio di droga, effettuato negli scorsi giorni dalla Polizia di Stato, di Davide Mannarà, uno dei leader del “Movimento dei forconi” di Savona.
“A fomentare i disordini, prosegue la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Impresa, viene ora alla luce, sono stati personaggi che poco o nulla avevano a che fare con il mondo della gente che lavora. Questo dato era ben presente a chi si fosse trovato in mezzo agli episodi spesso anche violenti che hanno portato per più giorni ad illegittime occupazioni e blocchi di strade, vie di comunicazione ed addirittura stazioni e binari ferroviari”.
“Tali azioni sconsiderate, sottolinea il segretario Provinciale Gianni Carbone, anziché portare consenso alle ragioni della protesta hanno finito per screditare intere categorie dimostrando come le rivendicazioni contro l’eccessivo peso fiscale sulle imprese e le persone devono comunque e sempre seguire vie democratiche e non violente nel rispetto dei diritti di ognuno.
In particolare, allora, fu opportuno e si rese necessario l’intervento del Sindaco di Savona Berruti e della sua giunta per una energica azione di contrasto anche culturale verso fenomeni degenerativi che si annidavano nella protesta guidata da facinorosi che non esitavano a strumentalizzare anche l’azione di giovani studenti”.
“Il mondo del lavoro e dell’economia, ben consapevole della gravità della crisi economica che continua a falcidiare imprese e posti di lavoro, ha sempre scelto la via del confronto civile ed era ed è rimasto stupito di come di fronte alla gravità di quegli avvenimenti che strumentalizzavano drammi veri, si fosse registrata una quasi indifferente acquiescenza ed una mancanza di adeguata ferma risposta da parte delle Autorità competenti.
I fatti venuti oggi a conoscenza insegnano che contro i “cattivi maestri” sempre pronti a sobillare e ad invitare alla violenza, che nulla hanno a che spartire con il mondo della gente che lavora, la vigilanza e la guardia deve essere sempre tenuta alta”, conclude la CNA.





