Attualità - 11 settembre 2014, 15:12

GF Group, le operazioni per ristrutturare il debito

Le Banche nell'azionariato, beni immobiliari, ricapitalizzazione dei soci e una nuova governance per salvare il Gruppo. Un "gigante" che deve essere snellito

GF Group, le operazioni per ristrutturare il debito

Un gigante con i piedi di argilla? La crisi che ha colpito GF Group è ormai nota da tempo e con essa, quella di tutte le società che vi appartengono .

Ed ecco che Deloitte & Touche, (una delle principali società di revisioni contabili al mondo) non certifica il bilancio societario per il secondo anno di fila. Da ciò il rischio, il crollo di un impero: quello dei Fratelli Orsero.

Alla morte del padre i due fratelli, Antonio e Raffaella avevano liquidato zii e cugini rimanendo, assieme ai soci storici Ottonello e Tacchini, alla guida di un gruppo da tremila dipendenti, poi la crisi e la necessità di operare una sostanziale ristrutturazione del gruppo, una “macchina” forse troppo grossa e lenta per poter competere con i concorrenti in questo settore, tutte società più piccole, snelle e veloci, con meno spese e più esternalizzate ed un settore, quello della frutta in difficoltà con un debito aziendale che non si ripaga più.

Un debito, dunque, di 245 milioni di euro che pone davanti ad una sola alternativa: la liquidazione societaria con il suo fallimento o un intervento concreto su essa. Il tentativo di Raffaella Orsero - mentre il fratello Antonio a novembre dello scorso anno usciva dalla parte operativa rimanendo semplice proprietario del 25 % delle azioni Gf Group- di salvare la società. Le valutazioni, i tavoli di lavoro e discussione con le Banche coinvolte e, infine,  l’evidente decisione: GF Group deve continuare a vivere.

Carige (che detiene il 40% del debito) , Carisa, Bnl, Unicredit, Monte dei Paschi e Intesa San Paolo  entreranno, dunque nell’azionariato del gruppo, mentre un’altra parte consistente del debito, sarà valutato come un prestito, con garanzie immobiliari, che usciranno - attraverso una operazione di “spin- off” - dallo stesso per rimanere a garanzia dell’operazione.

Anche gli azionisti dovranno mettere mano al portafoglio e firmare un aumento di capitale. Tutto ciò genererà all’interno del gruppo, inoltre, un rinnovamento della governance.

Cambierà l’amministratore delegato che non sarà più Raffaella Orsero ma probabilmente una figura di esperienza scelta in accordo tra i soci, sebbene per lei, ad ogni modo, si parla di un ruolo rilevante nel Gruppo che punterà tutto sul commercio e la distribuzione della Frutta continuando a essere leader in un settore nel quale il nome ed i rapporti personali valgono molto e dove il nome Orsero e i rapporti che da anni ha portato avanti Raffaella, sono, dunque, fondamentali.

Tutto ciò, occorre ricordarlo, non cambia il piano di dismissioni e le operazioni sulle aziende appartenenti al gruppo come Fruttital e Reefer, se infatti bisogna rendere la “macchina” più snella, i tagli vanno comunque fatti e le operazioni programmate vanno portate avanti.

Mara Cacace

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