Se fosse un ragazzo che esce in discoteca per trovare compagnia, sinora sarebbe stata un gran brutta serata. A poche ore di distanza, infatti, dal no del Pd al listone unico per le elezioni provinciali, anche la Lega Nord prende ufficialmente le distanze da Forza Italia.
“Il partito, sottolinea Paolo Ripamonti, può farsi chiamare come preferisce, Pdl, Forza Italia, ma sicuramente non più centro-destra. Dopo il no del Pd, nella persona di Briano, a questo punto dovrebbero presentare un candidato Presidente, alternativo a Monica Giuliano, e chi sarà? Noi come Lega Nord non vogliamo certo unirci a loro”.
Ovvio, a questo punto, chiedere al segretario savonese chi potrebbero essere i nomi del Carroccio per le provinciali. “Non presenteremo un candidato presidente: faremo una lista civica con Fratelli d’Italia e Raffaella Della Bianca: invitiamo a sostenerci tutti coloro che non si riconoscono più in quel tipo di destra. La Provincia di Savona si conferma un bel laboratorio per la Lega”.
E andando a scavare negli archivi della memoria si potrebbe scoprire che non è la prima volta che il Pd “rifiuta” un accordo con Forza Italia. Nel giugno del 2013 Angelo Vaccarezza aveva infatti messo in atto un rimpasto nella giunta provinciale: fuori Carla Mattea e Paolo Ripamonti e dentro Sara Foscolo e Roberto Sasso del Verme. Insomma usciti, o mandati fuori dalla porta, due leghisti da Palazzo Nervi, ne entrano due dalla finestra.
Un atteggiamento che all’epoca era sembrato ai più strano. Sembra però che Vaccarezza all’epoca avesse provato a fare entrare in giunta due amministratori targati Pd, Nicoletta Negro e Sergio Verdino, rispettivamente attuali vicesindaco di Albissola Marina e assessore di Vado.
L’operazione, all’epoca, non sarebbe poi andata in porto e si tratta di voci, ufficialmente mai confermate. Ma se fossero vere sarebbe il secondo no del Pd a Forza Italia in Provincia di Savona. E con le regionali potrebbe arrivare il terzo.





