Attualità - 02 ottobre 2014, 11:59

Albenga: incerto il futuro dei lavoratori Fruttital

"Chiediamo un tavolo in Provincia per discutere un protocollo di intesa per la ricollocazione dei lavoratori Fruttital. Laer deve prendere un impegno nei nostri confronti anche di fronte alle istituzioni"

Albenga: incerto il futuro dei lavoratori Fruttital

GF Group ha inviato copia del contratto di accordo a Laer che si è dimostrata soddisfatta degli accordi che si stanno raggiungendo.

L’interesse quello di insediarsi nelle aree il prima possibile effettuare i lavori necessari per poter iniziare la loro attività.

Ma con quali lavoratori?

Ad emergere dall’incontro in Unione Industriale di ieri, come sappiamo, l’impegno ufficiale a reimpiegare i lavoratori Piaggio e per quelli Fruttital?

Per loro non c’è alcun impegno ufficiale e continuano a vivere in un clima di attesa nella speranza che possa essere rivisto il protocollo di intesa che preveda una loro ricollocazione.

In molti iniziano a fare i conti degli esuberi “Verranno ricollocati i lavoratori Piaggio e noi rimarremo fuori” afferma qualcuno.

Dal sindacato arrivano alcune dichiarazioni, afferma Luca Marcesini Rsu Fruttital e Cristiano Ghiglia (Cgil) “Troviamo che le dichiarazioni fatte siano superficiali e chiederemo un incontro in Provincia al quale chiederemo la partecipazione di Provincia, Unione Industriali, Laer e Società. In base ai dati che abbiamo crediamo concretamente che i nostri lavoratori possono essere ricollocati e chiederemo proprio un protocollo di intesa in tal senso”.

Ad oggi, però, solo tanti timori tra i lavoratori Fruttital e Siter trasporti che guardano con ormai sempre meno speranze alla possibilità di trovare un posto all’interno delle aree nelle quali hanno lavorato per anni.

Afferma Maura Innocenti (Cisl) “Io rappresento un po’ le donne che hanno lavorato una vita in Fruttital trascurando spesso famiglia e vita personale. Per noi l’ipotesi della Piattaforma Commerciale era meglio perché è difficile che Laer possa essere interessata ad assumere noi donne, ma parlando anche in generale noi avevamo un accordo che prevedeva l’assorbimento in qualunque azienda sopraggiungesse, invece ora sembra non sia così, siamo davvero stanchi di tali situazioni”.

Afferma invece Gianpiero Rinaudo “Speriamo si possa smuovere qualcosa, ma alcuni di noi necessitano di risposte certe il prima possibile. Ad esempio io e un mio collega adesso siamo a zero euro. Non riceviamo più alcun sussidio per il tipo di contratto che abbiamo. Se la situazione continua ad essere questa ci converrà probabilmente chiedere la mobilità e farlo prima della fine dell’anno per poter per lo meno beneficiare di questa prima che cambino le condizioni. Se avessimo, anzi chiesto la mobilità a marzo, magari avremmo ottenuto più sussidi, ma la nostra speranza era che si rispettassero gli accordi e invece la situazione cambia ogni giorno e l’incertezza circa il nostro futuro è disarmante”.  

Mara Cacace

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