“Fino a quando il PD Savonese sarà guidato dal sottoscritto non ci sarà mai alcun avvallo da parte della segreteria provinciale a richieste di "epurazione" di esponenti del partito messi in discussione nei suoi ruoli per aver espresso un proprio voto nell'ambito di elezioni interne o istituzionali a meno che il voto stesso non sia orientato a contrastare l'attività politica del partito nella sua interezza”. Dura replica del segretario provinciale Fulvio Briano a Massimo Niero, che ieri era duramente intervenuto su Savonanews sulle elezioni provinciali.
Il primo cittadino di Cisano aveva attaccato in maniera diretta Emanuela Guerra, rea, a suo avviso di aver fatto prevalere le logiche del capogruppo, non averlo votato, ma anzi di aver spinto alcuni consiglieri di Albenga verso altri candidati. “Ad Albenga, aveva spiegato Niero, ho ottenuto 6 voti su 11 nonostante vi fosse stato un chiaro ordine di scuderia che se non vale magari nelle liste civiche all’interno del PD deve valere eccome. Mi mancava un solo altro voto da Albenga per essere eletto, non è arrivato e ora ne chiederemo conto ”.
Niero quindi prometteva battaglia, una vera e propria caccia alle streghe dentro al partito, ma Briano oggi butta subito acqua sul fuoco: “Le cause non si devono addebitare ad altri esponenti del PD che hanno espresso altre preferenze ma, semmai, essendo lui primo tra i non eletti, la responsabilità è principalmente da rintracciarsi in quegli amministratori di area che assentandosi hanno fatto mancare il loro apporto alla lista impedendo a noi di avere il sesto consigliere”.
“Libertà e Democrazia interna, sottolinea il segretario provinciale, sono inoltre per noi principi cardine e questo fa si che le logiche territoriali in un partito plurale come il nostro siano sempre meno pregnanti, lo vediamo nelle vicende delle ultime settimane dove legittimamente molti esponenti del PD savonese hanno deciso di sostenere un candidato di La Spezia piuttosto che uno di Savona e lo abbiamo visto nelle elezioni provinciali con scelte per alcuni legate più a legami di vicinanza e di amicizia piuttosto che di territorio”.
"Se poi non vi è stata sufficiente chiarezza relativamente alle reali intenzioni di voto di ognuno mi auguro che il PD ingauno possa discuterne al proprio interno e ristabilire, se è mancata, una propria unità di intenti”, conclude Briano.
Una sorta dunque di richiamo a lavare i panni sporchi in casa.