Attualità - 11 novembre 2014, 16:45

Savona, il progetto di riqualificazione degli Orti Folconi parte con le rose

La proposta per recuperare il quartiere “realizzando uno spazio verde condiviso, al di sopra delle logiche speculative dell’urbanistica moderna”

Savona, il progetto di riqualificazione degli Orti Folconi parte con le rose

Il Roseto dei Papi degli Orti Folconi diventa realtà. Il progetto di riqualificazione dell’area parte dalle rose: nella giornata di domenica pomeriggio, un gruppo di cittadini volontari, sostenitori dell’iniziativa, guidati dal consigliere comunale Gianpiero Aschiero e dal progetto grafico Santino Nastasi, hanno piantato rose e siepi (di alloro e bosso) nel Roseto dei Papi di Orti Folconi. “Terminati  i lavori di pulizia dell'area, durati 14 mesi, domenica abbiamo portato a termine il primo intervento. Ora si può già avere un'idea di come il roseto verrà – afferma il consigliere di maggioranza - Abbiamo allestito anche il tavolone per i corsi di giardinaggio e il palco per le manifestazioni. Siamo quasi in tempo per l'anniversario dei 600 anni della nascita di Sisto IV”. Giardinaggio, coltivazione, è questo l’intento del progetto: “Recuperare al quartiere e alla città uno spazio degradato in attesa di essere 'costruito', creando uno spazio verde condiviso al servizio dei cittadini”.

Il degrado degli Orti Folconi, si può ammirare dalla stazione ferroviaria Mongrifone: “Il biglietto da visita di chi arriva a Savona in treno è un’ampia area degradata caratterizzata da rovi, case abbandonate in parte semi diroccate. Dalla lunga terrazza lungo la facciata principale della moderna stazione ferroviaria guardando verso il centro urbano, si vede un pezzo di città “non conclusa”. Esempio eclatante del fallimento dell’urbanistica moderna – afferma il consigliere di maggioranza Giampiero Aschiero - L’area è, secondo le indicazioni del Piano Urbanistico Comunale, il Distretto di Trasformazione “TR 1/1”. Essa rischia per oltre 20 anni di rimanere ostaggio di rovi, abbandono e degrado sociale in attesa di essere “costruita”. Uno dei tanti “buchi neri” che, con la scusa di sanare uno stato di degrado, saranno oggetto di speculazione edilizia e realizzazione di consistenti volumi edilizi. Intanto viene abbandonata al degrado. Fino a cinquanta anni fa era una delle zone più fertili e coltivate della città di Savona: gli Orti Folconi. Orti e frutteti di chinotti”.

“Crediamo che si possa modificare questo modo di pensare e di agire. L’intento è quello di Ecco il perché di questa proposta – continua - Partendo da un’area di proprietà privata, l’ex vivaio Scotto, attraverso un percorso di volontariato attivo che coinvolge direttamente i cittadini, vogliamo realizzare un’area verde da mettere a disposizione degli abitanti. Area concepita per rilassarsi, incontrarsi, fare attività culturali e ludiche, scambiarsi idee ed esperienze”.

“In tale attività di volontariato potrebbero esser inseriti, in cambio degli aiuti erogati dall’Amministrazione Comunale (buoni pasto, buoni libri, abbonamenti ai mezzi pubblici, buoni per bollette acqua, luce, gas, spazzatura, ecc.) persone in difficoltà economica e sociale. Un modo anche per conoscersi, integrarsi lavorando insieme per un obbiettivo comune: creare un ampio spazio verde, vederlo crescere, curarlo. Imparare a coltivare rose o verdure, che possono anche costituire fonte di piccolo introito o comunque di cibo come accadeva e come accade nelle realtà agricole di sussistenza. Riteniamo che questo intervento, come le esperienze a cui ci richiamiamo, costituisca un gesto di pregante valore Politico”.

“Vogliamo impegnarci direttamente come cittadini per realizzare un pezzo di città condivisa al di sopra delle logiche speculative dell’urbanistica moderna, recuperando valori di condivisione e gratuità. Desideriamo attuare concretamente la ricerca del bello, del senso di appartenenza e di comunità, della rinaturalizzazione dello spazio urbano, della collaborazione tra i cittadini, dell’inclusione sociale, del dono reciproco. Insomma recuperare una ricchezza perduta”.

Debora Geido

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