Confagricoltura Liguria esprime, in una sua nota, la “rabbia” dei suoi imprenditori agricoli di fronte agli eventi alluvionali di queste ultime quarantotto ore che giungono ad un mese esatto dalla disastrosa alluvione di Genova.
Incalcolabili, al momento, i danni all’agricoltura, questa volta duramente colpita nell’entroterra di Chiavari e, in queste ore, nella Piana di Albenga, vero “cuore” agricolo ligure.
“Un disastro – precisa la nota di Confagricoltura – che non può solamente ascriversi alle mutate condizioni climatiche del nostro tempo e ad eventi che pur nella loro eccezionalità dimostrano la fragilità di un territorio per troppo tempo abbandonato, cementificato e forse irrimediabilmente compromesso”.
Ai danni in Fontanabuona, dove intere aziende agricole hanno perso le produzioni orticole, vivaistiche e si sono perduti capi di bestiame, si aggiungono le drammatiche notizie che giungono in questi momenti dall’Albenganese.
“E’ un disastro – commenta Massimo Rebella, presidente di Confagricoltura Savona – molte nostre aziende hanno perso per intero le produzioni in pieno campo, dagli ortaggi alle aromatiche. Molte serre stasera hanno più di mezzo metro d’acqua all’interno”.
Gli fanno eco tante aziende. Lidia Ventura di GP Flor sottolinea che il Rio Carenda è prossimo all’esondazione e i lavori fatti poco tempo fa per mettere in sicurezza la zona non sono serviti a nulla. Silvia Parodi, presidente di Confagricoltura Donna Liguria: “da noi è crollata parte di una serra ed abbiamo perso tutta la produzione orticola”. Forte la preoccupazione espressa dl presidente del distretto floricolo del Ponente ligure, Luca De Michelis. Roberto Vigo sottolinea come sia un disastro annunciato. Il Rio Antognano ha messo sott’acqua tutte le aziende del confine tra Albenga e Ceriale.
Confagricoltura Liguria non può non sottolineare - purtroppo e nuovamente come in analoghe e troppo frequenti alluvioni dell’ultimo decennio, se non dell’ultimo mese - che nonostante si sia di fronte a fenomenologie che definire ‘bombe d’acqua’ è fin riduttivo, il dissesto dell’entroterra, l’abbandono dei terrazzamenti a ridosso della pianura, la mancata cura degli alvei e delle scarpate, amplificano i danni cagionati da queste devastanti alluvioni.
“Si deve sempre più pianificare e favorire il recupero dell’entroterra – prosegue Confagricoltura Liguria – per superare il dissesto idrogeologico in cui si trovano i versanti e l’intero territorio”.
“L’agricoltura e le sue imprese – secondo Confagricoltura Liguria – devono essere messe in grado di esercitare anche quel ruolo di ‘custodia del territorio’ che gli è proprio”.
"Ed allora occorre una seria pianificazione territoriale che consenta alle imprese agricole di operare e favorire questi processi. In questo senso anche i contributi del Piano regionale di sviluppo rurale – secondo Confagricoltura – dovranno fornire uno strumento di supporto concreto per creare una ‘rete’ tra imprese agricole che rendano non solo sicuri i versanti, ma rendano nuovamente produttive le aree dell’entroterra creando un volano virtuoso di recupero e sviluppo d’impresa".
















