Attualità - 05 dicembre 2014, 19:31

Le proposte delle Compagnie di Genova e Savona: nessuna fusione ma riforma lavoro sulle banchine

"Serve un riconoscimento del lavoro organizzato e strutturato dei pool che sono, con la loro flessibilità, un elemento indispensabile in porti di questo tipo", spiega Antonio Benvenuto, Console della Compagnia Unica di Genova

Le proposte delle Compagnie di Genova e Savona: nessuna fusione ma riforma lavoro sulle banchine

Nessuna fusione tra le compagnie portuali di Genova e Savona ma una proposta comune per riformare il lavoro sulle banchine, partendo proprio dal ruolo di Autorita' Portuale che dovra' avere un compito di regolazione dei servizi per garantire la forza lavoro necessaria a coprire le esigenze del porto, le ordinarie e le straordinarie, sulla base del valore della flessibilita' nel lavoro, indispensabile per la progressiva variabilita' del traffico marittimo.

Le compagnie portuali di Genova, la Compagnia Unica Paride Batini e la Pietro Chiesa, assieme alla Culp, la compagnia di Savona, hanno presentato, nel corso di un convegno a Palazzo San Giorgio, le loro proposte.

Autorita' portuale puo', secondo questa proposta, individuare oneri di servizio pubblico da imporre ai concessionari per poter mantenere qualita', sicurezza e formazione e dovra' individuare le modalita' di compensazione, tenendo conto dei costi sostenuti dalle compagnie.

Una compensazione che puo' utilizzare quote delle tasse portuali oppure un mix che colleghi la tariffa a consuntivo annuale, pagata dai terminalisti alle giornate effettivamente lavorate dal pool.

"Serve un riconoscimento del lavoro organizzato e strutturato dei pool che sono, con la loro flessibilita', un elemento indispensabile in porti di questo tipo - spiega Antonio Benvenuto, Console della Compagnia Unica di Genova - Le grandi navi producono picchi e, di conseguenza, aumenta il lavoro". Una posizione condivisa da Alberto Panego, console Culp di Savona, "Noi facciamo una proposta aperta - conclude Tirreno Bianchi, console della Pietro Chiesa di Genova - vogliamo discutere con tutti, ma il tempo e' tiranno e non possiamo andare avanti in questa situazione".

r.g.

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