Savona - 19 dicembre 2014, 15:00

Un savonese alla corte del “Re del prog-rock” Zuffanti

Lui è Giovanni Pastorino, artista versatile, poliedrico e molto preparato

Un savonese alla corte del “Re del prog-rock” Zuffanti

 

Fabio Zuffanti è un polistrumentista, cantante e compositore genovese che nel corso della sua carriera si è cimentato con i generi musicali più disparati, dal rock progressivo (con i suoi gruppi Finisterre, Hostsonaten e La Maschera di Cera), trip-hop (con gli Aries), rumorismo elettronico (con il progetto R.U.G.H.E.), sperimentazioni post-rock (con i La Zona) e molto altro e anche cantautorato in alcuni suoni dischi solisti.

Quest’anno, per celebrare il ventennale di attività, Fabio Zuffanti ha messo insieme una formazione, la ZBand, con la quale ripercorre il lato della sua carriera a cui è più legato, cioè il progressive rock; in una tournèe che lo ha portato sui palchi di tutto il mondo (come sempre avviene con le proposte di qualità, infatti, Zuffanti è più conosciuto all’estero che in Italia) ha eseguito dal vivo i brani incisi in vent’anni con i Finisterre, gli Hostsonaten, la Maschera di Cera e nei suoi dischi solisti.

Ma è interessante sottolineare che questa formazione, che comprende anche nomi illustri come Martin Grice, sassofonista dei famosi Delirium (quelli di “Jesahel”, per intenderci), milita anche un musicista savonese. Ma non solo un musicista savonese, è più corretto semmai dire uno dei massimi esponenti dell’intelligenza musicale savonese più raffinata e ricercata.

Lui si chiama Giovanni Pastorino: musicista preparatissimo, didatta, insegnante di pianoforte, tastiere e tecnologie legate alla musica elettronica presso diverse scuole, jazzista ma dotato anche di una forte anima rock. Quelli tra di voi che lo conoscono affiancheranno immediatamente il suo nome a quello degli Eazy Skankers, una delle più importanti formazioni reggae e ska italiane (che presto troveranno spazio in questa rubrica su Savonanews), ma nel corso della sua brillante attività di strumentista, Giovanni Pastorino ha suonato veramente tanti generi musicali diversi, dalle tribute-bands ai quartetti jazz, dalle big-bands all’heavy metal. Di tutto questo parliamo con questo eccellente tastierista savonese in questa intervista.

1.Parliamo della tua avventura con la ZBand: come è avvenuto il contatto?

Sono stato contattato nell'ottobre dello scorso anno da Paolo “Paolo” Tixi: avevamo già lavorato insieme in precedenza, trovandoci da subito in sintonia. Zuffanti ed io non ci conoscevamo, mentre Paolo aveva da poco registrato con lui alcune tracce de “La quarta vittima” ed era stato confermato nella nascente ZBand, alla quale mancava, appunto, un tastierista. Dal canto mio ho sempre nutrito un grande amore per il prog, ma non mi era mai capitata occasione di suonarlo: di fronte ad una proposta così non ho potuto far altro che accettare!

 

2.Fabio Zuffanti è un artista estremamente versatile, poliedrico e dalla cultura musicale sconfinata: com’è lavorare con lui?

Dopo più di un anno di militanza non posso che dirmi entusiasta di questa collaborazione! Fabio ha davvero una grande cultura musicale e dal punto di vista compositivo è a dir poco vulcanico. Mi ha dato l'impressione di avere sempre chiaro il risultato (musicale) che vuole ottenere, ma è sempre aperto verso contaminazioni e sperimentazioni di ogni genere, lasciando quindi spazio alle personalità dei musicisti di cui si circonda. In aggiunta al lato strettamente musicale Fabio è riuscito a creare un gruppo molto affiatato anche dal punto di vista umano, e in breve tempo si è instaurato un ottimo rapporto un po' con tutti i membri della ZBand.

3.Nella tua attività di musicista hai toccato tantissimi generi: dal reggae, allo ska, al jazz, persino fino al metal più estremo (con un tributo ai Rammstein) e ora il progressive rock. Come riesci a conciliare tutte queste attività?

Ci sono sostanzialmente due ragioni: la prima è data dal fatto che la musica mi piace davvero un po' tutta; ora come ora posso dire quasi con orgoglio di non avere un genere musicale preferito, e trovo davvero difficile scartarne qualcuno se trovo in esso musica ben suonata e che mi trasmetta qualcosa. La seconda ragione, più tecnica, è legata al mio modo di vedere la figura del musicista (e del tastierista in particolare): sapersi confrontare con diversi stili e tecniche esecutive ed avere sempre “il suono giusto al momento giusto” credo siano caratteristiche fondamentali per un tastierista, che a mio avviso deve fare della versatilità una delle sue armi vincenti.

4.Suonare con Fabio Zuffanti ti ha portato su palchi molto prestigiosi, soprattutto all’estero: vuoi raccontarci un po’ di questa vostra tournèe?

Non nascondo che la prospettiva della tournée all'estero è stata indubbiamente uno dei motivi che mi hanno spinto ad accettare di buon grado la chiamata di Fabio; dopo l'esordio a Milano, a “La Casa di Alex”, il tour ha toccato Belgio, Olanda e Canada. Una delle cose che principalmente mi ha colpito delle date all'estero è stata la puntualità nell'organizzazione e nel rispetto degli orari, per certi versi assurdi se paragonati a quelli usuali dei concerti italiani: si suonava sempre attorno alle 19:30, quando nei locali che fanno musica underground in Italia pensare di iniziare un live prima delle 22:30 è ormai utopia! La prima data in Belgio è stata a “La Piola libri”, un'elegante libreria/wine bar di Bruxelles gestita da ragazzi italiani che nonostante l'ambiente molto intimo e raccolto è riuscita ad ospitare live set di artisti come Vinicio Capossela o i Subsonica; il giorno seguente ci siamo spostati a Soignies per partecipare al “Prog-Résiste Convention”: ho un bellissimo ricordo della serata, per me il “battesimo” ad un festival prog, in apertura ad una band storica come The Flower Kings, che dopo di noi hanno offerto uno spettacolo emozionante e di altissimo livello. È stata quindi la volta di Zoetermeer, in Olanda, al “Boerderij Culturpodium”, autentico tempio della musica prog: in quell'occasione abbiamo diviso il palco con la Alex Carpani Band e David Jackson (Van Der Graaf Generator); di quella sera ricordo con piacere l'incontro con GB Giorgi, bassista della ACB (bolognese lui, savonese io, ci siamo conosciuti proprio in quell'occasione finendo per scoprire di avere amicizie e collaborazioni in comune, pazzesco!), e la sistemazione in suite al Golden Tulip Hotel (a proposito di organizzazioni impeccabili). Circa 20 giorni dopo siamo partiti per Quebec City, ospiti del “Terra Incognita Festival”; l'accoglienza è stata fantastica, i due promoter Francine De Lair e Michel Bilodeau ci hanno da subito fatti sentire a casa. Il festival era ospitato dal “Centre d'art La Chapelle” e la serata prevedeva anche l'esibizione degli italiani Unreal City (il cui primo album è stato prodotto proprio da Fabio); il teatro era pieno, il pubblico attento e partecipe, è stata una gran bella soddisfazione.

5.E a proposito di tournèe, so che avete in pubblicazione un album live, “Il Mondo che era mio”. Ce ne vuoi parlare?

L'idea iniziale era quella di registrare un vero e proprio live durante uno dei concerti de “La quarta vittima Tour”, ma purtroppo per svariati motivi ciò non è stato possibile. Fabio voleva comunque immortalare alcuni dei brani proposti durante il tour con questa formazione (ad agosto il chitarrista, Matteo Nahum, si è trasferito a Valencia ed ha dovuto lasciare la band) e ci ha proposto questa soluzione alternativa. Ci siamo quindi recati all'Hilary Audio Recording Studio, abbiamo montato la strumentazione usata per il tour, mantenuto gli stessi arrangiamenti e registrato tutti assieme, cercando di rendere al meglio l'impatto e l'interplay percepibili durante un live. I brani scelti costituiscono una sorta di “highlights” del tour: ci sono pezzi tratti dall'ultimo disco di Fabio, “La quarta vittima”, ma anche dalle sue produzioni precedenti con Finisterre, Hostsonaten e La Maschera di Cera; il risultato, a mio avviso, è un disco molto energico e dinamico, ma lascio ovviamente i giudizi a chi lo ascolterà!

6.Concludiamo con un bilancio di previsione: proseguirà la collaborazione con Zuffanti? E in che direzione?

La collaborazione continua, Fabio, gli altri membri della ZBand ed io siamo in contatto quasi quotidianamente; a breve ci rimetteremo a lavorare insieme in vista del tour 2015, e ci sono un po'di novità in cantiere. Posso accennarti che oltre ad un rinnovamento del repertorio e alla stesura dei brani per il nuovo disco di Zuffanti c'è l'idea di portare dal vivo un nuovo spettacolo, “Zuffanti plays Battiato's Pollution”, dove interpreteremo i brani del disco del cantautore siciliano, a cui Fabio è molto legato

 

Alberto Sgarlato

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU