Attualità - 14 febbraio 2015, 08:36

Giovani e lavoro, integrazione difficile in Liguria

Pochi i giovani liguri inseriti nel mondo del lavoro. La disoccupazione giovanile tocca il 47,5%. Grasso (Confartigianato): "Da incentivare il doppio binario scuola-lavoro: siamo ancora lontani dai livelli europei"

Giovani e lavoro, integrazione difficile in Liguria

L’integrazione tra giovani e mondo del lavoro parla di una Liguria ancora
lontana dal resto dell’Italia (e dell’Europa). Secondo gli ultimi dati
Istat elaborati dall’Ufficio studi Confartigianato, solo il 14,5% dei
ragazzi liguri tra i 15 e i 24 anni ha un’occupazione (siamo 12esimi nella
classifica nazionale), contro il 27,6% dei trentini, il 23,5% dei friulani
e il 21,4% dei veneti. I disoccupati toccano il 47,5%, contro il 43,9%
della media italiana: ancora una volta ai primi posti si trovano le
regioni del Nord (in primis proprio Trentino Alto Adige, Friuli Venezia
Giulia e Veneto), mentre il fanalino di coda è il Sud (Abruzzo e Sicilia
toccano addirittura punte del 68% di giovani disoccupati). A livello
provinciale (gli ultimi dati disponibili si fermano al 2013), la
situazione peggiore alla Spezia (disoccupazione giovanile al 47,8%),
seguita da Savona (42,5%), Imperia (41,5%) e Genova (39,9%).
«Un quadro sconfortante per i giovani liguri, autentica risorsa per la
nostra regione – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato
Liguria – Una situazione aggravata, purtroppo, da una scarsa integrazione
tra scuola e lavoro, doppio binario che va invece incentivato anche
attraverso percorsi obbligatori di alternanza. La formazione è
fondamentale, soprattutto nelle micro e piccole imprese, per avvicinare i
giovani al mestiere e aiutarli a crescere professionalmente, inquadrandoli
anche all’interno di un percorso di tirocinio o di apprendistato. L’Italia
deve spingere maggiormente su questo tasto: siamo ancora troppo lontani
dai livelli dell’Unione europea». In base agli ultimi dati Eurostat e
ministero del Lavoro, in Italia i giovani under 25 impegnati in un
percorso formativo scolastico o lavorativo sono il 63,7% della popolazione
di riferimento. Ma solo il 2,2% della popolazione di riferimento è in
formazione e nello stesso tempo occupato: il grado di integrazione tra il
mondo del lavoro e la formazione risulta così di gran lunga inferiore al
13% della media Ue. Basti pensare che se in Italia su 100 giovani in
formazione solo il 3,5% è occupato, in Germania il rapporto sale al 36,2%,
al 33,5% nel Regno Unito e al 17,8% in Francia.

c.s.

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