Una intera città unita per fare della Tappa del Giro d’Italia occasione di rilancio e crescita con le sue tante associazioni e le attività produttive impegnate in questo grande sforzo collettivo che possa fare di questo grande evento la spettacolare vetrina del nostro territorio e con i sindaci di altre cinque città come Alassio, Andora, Finale Ligure, Laigueglia, Villanova d’Albenga a scommettere, tutte insieme con Albenga, nella riuscita della manifestazione che darà grande risalto anche mediatico. Tutti uniti, ma una voce fuori dal coro punta dritto al cuore del Giro con dichiarazioni e comunicati stampa. Il vice sindaco Riccardo Tomatis non ci sta, non porge l’altra guancia e replica seccamente e motivando le accuse rivoltegli dal consigliere di minoranza : “ ancora una volta Eraldo Ciangherotti parla e lo fa senza informarsi. Ma secondo lui noi avremmo mai potuto appendere uno striscione alla Torre civica senza prima chiedere l'autorizzazione alla Sovraintendenza? Certo che no! E appare ovvio che se la Sovraintendenza ha autorizzato significa che è sicura che non si arrecherà alcun danno all'edificio. Oppure lui si ritiene più esperto della Sovraintendenza? Nel posizionare lo striscione pubblicitario sono stati utilizzati mezzi di ancoraggio che una volta rimossi garantiscono la possibilità di ripristinare senza alcun danno il monumento, lo informo inoltre che su indicazione della Sovraintendenza, i mezzi di fissaggio sono posizionati tra un mattone e l'altro proprio per non creare alcun danno. Oppure lui si ritiene più esperto della Sovraintendenza? Non sapevo che si intendesse anche di beni monumentali, ma se il consigliere Ciangherotti ha così a cuore i beni monumentali di Albenga, allora inizi a cercarsi un altro parcheggio #iostoconileoni “, conclude Riccardo Tomatis.





