Savona - 15 aprile 2015, 17:00

Ciao ciao ciao, Augusto

Ciao ciao ciao, Augusto

La scherma è una metafora della vita. Oggi è uno sport, ma è anche la trasposizione di un antagonismo ancestrale, quello dei duellanti, reso sublime nei gesti eleganti, eppure sempre scattante, teso e vibrante. Potrei ricordare Augusto Rembado in mille modi, parlando di qualcosa come il giornalismo, il ponente ligure o la cucina dei nostri nonni. Con Augusto ho condiviso tanti momenti, argomenti, elucubrazioni e qualche progetto che un destino inclemente ci ha impedito di inseguire. 

Ai lettori ricordo che la scherma è uno sport nobile e una filosofia da gentiluomini. Perché Augusto avrebbe voluto che di questo sport si parlasse di più, essendo spesso relegato alle medaglie dei grandi che calcano le pedane grandi, ma adattissimo a temprare i nervi e la testa di qualsiasi giovane o piccino. La scherma è un modello per la motivazione individuale, per calibrare le scelte rapidamente, per gestire il rischio e controllare il comportamento. Un esercizio tremendamente utile per affrontare la quotidianità in punta di fioretto. In provincia di Savona ci sono i luoghi e i maestri per imparare la scherma, o anche il kendo.

La pedana è la scenografia in cui si proiettano i valori assoluti della vita e della morte. Possiamo rivestirli come vogliamo (con un bottone protettivo sulla punta della spada, appunto), inscenarli a nostro gusto, ma prima o poi si rivelano anche nella loro crudezza. Come succede oggi, con Augusto che se ne va e ci lascia ammutoliti e spaesati, in cerca di un senso per questa stoccata dilaniante che nessuno si aspettava.

Augusto Rembado: un cronista meticoloso, attivo, coscienzioso, ponderato, intelligente. Un professionista umano. Una persona autentica. Un galantuomo della penna, schermidore secondo le regole. Si porta via un pezzo di giornalismo locale, ormai nella sua fase di massima trasformazione, lui che da "vecchia guardia" di suole ne bruciava. Frenetico e col sorriso. Augusto Rembado eccelleva nella pratica quotidiana. 

"Ciao ciao ciao", era il tuo commiato tipico. Ti salutiamo tutti, con innumerevoli ciao. Un coro commosso di ciao. Voglio ricordarti con un paragrafo tratto dall'Hagakure ("All'ombra delle foglie"), di Yamamoto Tsunetomo (1659-1718):  

Un maestro di spada, in punto di morte, chiamò il suo allievo migliore e pronunciò la sue ultime volontà: "Ti ho trasmesso tutte le tecniche segrete della mia arte, e non ho più niente da aggiungere. Se anche tu pensi di avere un discepolo, dovresti esercitarti ogni giorno con la spada di bambù. Non si eccelle solo con le tecniche segrete, ma anche con la pratica quotidiana".

Felix Lammardo

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