Taratura dei metal detector nel palazzo di giustizia di Savona. L’intervento dei tecnici della ditta costruttrice EIA, si è svolto oggi pomeriggio in seguito alla richiesta di interventi sulla sicurezza nel palazzo.
Infatti, tra i provvedimenti da applicare con urgenza nel tribunale di Savona, il rafforzamento della sorveglianza e delle procedure di controllo. Nel tribunale savonese si parla da tempo della messa in sicurezza ma a mancare sono anche le norme antisismiche, le norme antincendio e di staticità che rendono il tribunale “non agibile” e “non a norma di legge”. E dopo i tragici fatti del palazzo di Giustizia di Milano dove Claudio Giardiello, imputato per bancarotta fraudolenta ha impugnato la pistola e ucciso per vendetta tre persone tra cui un magistrato, si è riaccesa la discussione sul problema sicurezza anche a Savona. Inoltre all’ingresso del palazzo, una volta solcata la porta scorrevole, si passa attraverso i metal detector senza essere sottoposti a controllo. Lo scanner per il controllo degli oggetti personali non funziona da anni (anzi decenni) e chiunque può entrare ed accedere alle aule di tribunale, dagli uffici giudiziari alla procura. Oggi pomeriggio quindi il controllo dei metal detector e la loro taratura.
Ma dalla Procura si attendono i riscontri dei tecnici: “Sono necessarie garanzie sul controllo dei metal detector. Questi, come strumenti che emettono radiazioni, presentano dei rischi e per questo ci vogliono regole e certificazioni”.
Giusto lunedì la sottosezione di Savona dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) si è riunita per sollecitare l’adozione di alcune misure e per migliorare la sicurezza del palazzo di Giustizia. Tra le misure che l’ANM richiederà al Procuratore Generale, al Presidente della Corte di Appello, al Presidente del Tribunale Giovanni Soave e al Procuratore di Savona, il "rafforzamento della sorveglianza all’ingresso da parte degli addetti oggi già presenti, con obbligo dei vigilanti e/o della polizia Giudiziaria di controllare il contenuto delle borse o sacche dei visitatori non muniti di tesserino di riconoscimento e quindi diversi da magistrati, avvocati, commercialisti, notai e personale amministrativo o addetti alla Polizia Giudiziaria”. Inoltre l’ANM chiede “la creazione di due ingressi distinti uno per il pubblico, non dotato di tesserino, con riattivazione del metal detector (previa taratura) e del nastro radiogeno, ed un secondo ingresso per il personale munito di documento di identificazione per magistrati avvocati, commercialisti, notai, personale amministrativo, polizia giudiziaria”.
Misure urgenti sostenute dal procuratore capo di Savona, Francantonio Granero che però considera come “palliativi con lo scopo di eludere l’unica soluzione ai problemi del palazzo di giustizia e cioè la costruzione di un nuovo tribunale o il suo trasferimento”. Il procuratore sollecita da anni la messa in sicurezza dell’edificio date le precarie condizioni del palazzo che, come considerato dalla magistratura savonese, “è inadeguato per reggere i ritmi e le esigenze del sistema giudiziario”. E Granero è il primo a sostenere il “bisogno urgente di regolare gli ingressi e gli orari di accesso in tribunale”.
Si parla di creare due ingressi distinti uno per il pubblico l’altro per avvocati e magistrati, ma attualmente ancora nessuna disposizione è stata formalmente data sui controlli che si dovranno effettuare all’entrata dopo l’intervento di oggi. Inoltre per domani è stata convocata in palazzo di Giustizia a Savona, un’assemblea sindacale in adesione all’iniziativa unitaria a livello nazionale decisa a seguito dei tragici fatti di Milano. I lavoratori, con i rappresentanti sindacali provinciali si incontreranno dalle 10 alle 13 per discutere sulla sicurezza in tribunale.











