La Provincia di Savona preannuncia l’imminente dissesto finanziario. Oggi il Consiglio Provinciale di Palazzo Nervi ha illustrato la situazione di grave difficoltà in cui versa l’ente, in particolare sono emersi forti squilibri nel bilancio di previsione 2015-2017. Il rischio è quello di non poter garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili.
“Ad oggi, risulta impossibile ripianare se non con un azzeramento della previsione di spesa per tutte le funzioni, compresi i servizi obbligatori per l'Ente” afferma il presidente della Provincia Monica Giuliano. Una previsione che senza interventi mirati da parte del Governo obbligherà la Provincia ad assumere decisioni che produrranno tagli drastici alle risorse destinate alle funzioni fondamentali come scuole e strade.
“In applicazione della Legge Delrio che ridisegna confini e competenze dell'amministrazione locale, la Provincia di Savona nell'affrontare questo difficile processo di cambiamento, nonostante abbia predisposto, nel corso di questi mesi, azioni mirate volte a supportare i nuovi assetti istituzionali, gestionali e finanziari dell'Ente, si trova nell'impossibilità di svolgere, se non in minima parte, le funzioni assegnate dal provvedimento governativo, con rischio di dissesto finanziario", ha dichiarato il Presidente della Provincia di Savona Monica Giuliano.
Una vera e propria emergenza che, in mancanza di adeguati provvedimenti da parte del Governo provocherà disagi e criticità su tutto il nostro territorio che riguarderà l'incapacità da parte della Provincia di Savona di riscaldare le aule scolastiche e provvedere alla sicurezza degli Istituti scolastici.
La situazione è stata sottoposta all'attenzione e trasmessa con lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per le Infrastrutture e Trasporti e al Prefetto di Savona.
Nella lettera si legge: "Il bilancio di previsione 2015 ed il bilancio pluriennale 2015-2017, in fase di elaborazione, presentano uno squilibrio tale che non ha possibilità alcuna di essere ripianato, a normativa vigente, se non con una drastica riduzione delle previsioni di spesa, che non possono non coinvolgere tutte le funzioni e servizi obbligatori dell'Ente. Senza dire che risulta fortemente improbabile il raggiungimento dell'obiettivo programmatico del patto di stabilità interno ed impossibile la dimostrazione del rispetto programmatico dell'obiettivo stesso nel triennio”.
Inoltre, continua: “Sembra doveroso sottolineare il concreto rischio di non potere, legittimamente, ammortizzare il pesante ”concorso alla finanza pubblica” che viene richiesto all'Ente nell'esercizio corrente e nei due successivi e segnalare il disposto dall'articolo 244 del Tuel, che prevede espressamente che qualora “l'ente non può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili...” deve essere registrato lo “stato di dissesto finanziario”, per le determinazioni da assumere”.





