Attualità - 14 maggio 2015, 17:26

La Polizia Penitenziaria lancia la protesta : al Via la protesta Sit-in e scheda bianca alle regionali

L’Esecutivo Nazionale della UILPA Penitenziari ha deliberato un percorso di proteste e sensibilizzazione con particolare riferimento ad alcuni aspetti che si ritengono prioritari e la cui soluzione non comporta alcun onere economico

La Polizia Penitenziaria lancia la protesta : al Via la protesta Sit-in e  scheda bianca alle regionali

L’Esecutivo Nazionale della UILPA Penitenziari, convocato il 12 e 13 maggio a Grottaferrata (Rm) , al termine di un intenso e animato dibattito sulle condizioni operative del Corpo di Polizia Penitenziaria, ha deliberato un percorso di proteste e sensibilizzazione con particolare riferimento ad alcuni aspetti che si ritengono prioritari e la cui soluzione non comporta alcun onere economico.

 

“ Unanimemente abbiamo deciso di dire basta al deserto di ascolto e al mare dell’indifferenza che connota l’azione amministrativa e politica rispetto alle enormi difficoltà operative e logistiche che oberano la polizia penitenziaria – dichiara Eugenio SARNO, Segretario Generale della UILPA Penitenziari – per questo si è deciso di tenere sit-in di protesta e sensibilizzazione in ogni luogo dove avremo notizia della presenza del Ministro Orlando e/o dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Si comincerà da martedì 19 maggio davanti alla Casa di Reclusione di Bollate (MI) dove il Ministro della Giustizia ha convocato gli Stati Generali della Esecuzione Penale. Non solo per restituire l’indifferenza della politica verso i baschi azzurri abbiamo deciso che nella prossima tornata elettorale che toccherà sette Regioni voteremo scheda bianca”

 

La UILPA Penitenziari rivendica un ruolo primario nel raggiungimento degli obiettivi che hanno consentito all’Italia di superare le riserve sullo stato della detenzione formulate dall’Europa ma non può non sottolineare amaramente e criticamente come sia stato soprattutto il Corpo di Polizia Penitenziaria a pagare un duro dazio.

 

“ Premesso che la civiltà della detenzione non si misura con i metraggi ad personam,  è vero  che il numero dei suicidi di detenuti si è ridotto drasticamente (nel 2015 sono 8 a fronte dei 12 del 2014 e dei 15 del 2013 rilevati nello stesso periodo). Ma è anche vero che in questi primi 5 mesi del 2015 la polizia penitenziaria ha salvato in extremis ben 26 detenuti da tentati suicidi e, soprattutto,  dal 1 Gennaio 2015 ad oggi sono 85 gli agenti penitenziari feriti a seguito di aggressioni da parte di soggetti detenuti e ben 56 gli agenti intossicati a seguito degli incendi appiccati alle celle. Però questi numeri così allarmanti pare non destino alcuna preoccupazione nei vertici politici e dipartimentali. Si era deciso – sottolinea SARNO -  di attivare in tutte le regioni sezioni detentive dove allocare detenuti responsabili di aggressioni e violenze, ma come tante direttive anche questa è rimasta praticamente  lettera morta. Anzi. In qualche caso dopo aver aggredito e ferito il personale il detenuto non solo è tornato nella sezione di origine ma ad essere trasferito in altro luogo di lavoro è stato il poliziotto ferito.”

 

Ma alla UIL contestano anche le mancate promesse

 

“ Tutti si sperticano a parole ad elogiare gli effettivi meriti della polizia penitenziaria. Ci definiscono angeli blu ed eroi civici. Però il nostro Corpo è l’unico costretto a pagarsi le camere in caserma. Non solo. I nostri Commissari, Ispettori e Sovrintendenti sono penalizzati economicamente e nelle carriere rispetto ai colleghi dei Carabinieri, della Finanza e della PS. Eppure in tanti avevano promesso la gratuità delle caserme e il riallineamento economico ed ordina mentale. Non credo – chiosa Eugenio SARNO – occorra aggiungere altro. Si abbia consapevolezza della frustrazione, della stanchezza, della demotivazione, della rabbia dei poliziotti penitenziari. Noi cerchiamo di inca lanare la protesta in un quadro di legittimità e sostenibilità. Ma il vaso e colmo e la pazienza esaurita “ .

cs

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