Ancora poca chiarezza sul futuro del Mercatone Uno. Chiari segnali sarebbero dovuti arrivare a seguito della riunione del Mise del 27 maggio, ma le comunicazioni giunte nei vari store, hanno contribuito ad aumentare la confusione tra i dipendenti.
La prima missiva rivolta ai lavoratori giunta negli stabilimenti il 28 maggio, annuncia la sospensione dal lavoro a orario ridotto a partire dal 7 aprile 2015 e dal 6 giugno sospensione in cassa integrazione straordinaria a zero ore. Comunicazione smentita, però, qualche ora più tardi da un’altra lettera siglata dai tre commissari straordinari eletti dal Mise, la quale comunica la revoca della comunicazione precedente: una confusione che sicuramente accresce il limbo di incertezza in cui dipendenti sono costretti a navigare in questi mesi.
I Commissari confermano la situazione economico- finanziaria difficile per il gruppo: si attendono le garanzie statali per le grandi imprese e in attesa può solamente disporre di risorse finanziarie limitate.
Nel prosieguo della lettera si dichiara la sospensione temporanea per i centri coinvolti entro il 15 giugno e l’adozione alla cassa integrazione straordinaria per tutti i lavoratori coinvolti.
Spiega Simone Turcotto (CGIL) "La situazione anche per il punto vendita di Villanova è simile a quella esistente a livello nazionale. Le indicazioni arrivate sono che 40 negozi continueranno l'attività, 23 chiuderanno per il periodo estivo per poi riaprire a dicembre e 16 invece chiuderanno definitivamente. Siamo in attesa di capire la sorte di Villanova d'Albenga
Affermano i lavoratori "Fino al 15 giugno saremo qui, poi un grosso punto di domanda si aprirà per noi. Ci hanno detto che a dicembre decideranno quali punti vendita mantenere aperti. Data la poca chiarezza della proprietà abbiamo dei forti dubbi. Chiediamo di non essere dimenticati dalle istituzioni".





