Attualità - 11 agosto 2015, 09:00

La "Consulta Culturale Savonese" si schiera contro il bitume: "Deposito troppo vicino alle aree residenziali e al Priamar"

Le associazioni A Campanassa, Istituto Internazionale di Studi Liguri-Sezione Sabazia, Italia Nostra, Società savonese di Storia Patria hanno indirizzato una lettera alle autorità competenti del progetto. Oggi il consiglio comunale

La "Consulta Culturale Savonese" si schiera contro il bitume: "Deposito troppo vicino alle aree residenziali e al Priamar"

Il Consiglio Direttivo della “Consulta Culturale Savonese” si schiera contro il deposito di bitume. Ad inviare una lettera di richiesta per non consentire la realizzazione di un deposito di bitume nel porto di Savona in vicinanza di aree residenziali cittadine e del complesso monumentale del Priamàr, l’organizzazione di coordinamento e di comune politica culturale delle quattro associazioni savonesi “A Campanassa”, Istituto Internazionale di Studi Liguri-Sezione Sabazia, Italia Nostra-Sezione di Savona, Società savonese di Storia Patria.

La nota è indirizzata al Comune di Savona, alla Regione Liguria, all'Autorità Portuale di Savona e alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria.

“La Consulta Savonese è vivamente preoccupata delle pesanti conseguenze (per i residenti della nostra Città e per i turisti, nonché per l’economia cittadina) che deriverebbero dalla realizzazione di un deposito bitumi nel porto di Savona, a pochissime centinaia di metri dalle aree residenziali e storiche della Città, dalla stazione marittima delle crociere e dal complesso monumentale della città – affermano dall’organizzazione - Chiediamo pertanto a tutti gli Enti in indirizzo che non sia consentita la realizzazione di tale deposito bitumi. Questa Consulta evidenzia che in altri porti d’Europa e del Mondo simili depositi vengono realizzati in aree portuali distanti chilometri da luoghi abitati e in diretta connessione con la viabilità autostradale, dati i miasmi esalanti dagli impianti e il pericolo presente, non solo per quanto riguarda lo stoccaggio del bitume nei depositi, ma anche per il trasporto verso le varie destinazioni”.

“A Savona non è possibile nessuno di questi accorgimenti: non solo le esalazioni del bitume raggiungerebbero immediatamente il Centro Storico della Città, la stazione marittima crociere e il centro residenziale della Darsena Vecchia, ma i numerosi autocarri trasporterebbero il bitume lungo le vie cittadine, per un lungo percorso di oltre tre chilometri attraverso le case di Savona. A questa Consulta pare poi del tutto in contraddizione la realizzazione di un deposito bitume con quanto è stato autorizzato proprio da tutti gli Enti in indirizzo negli ultimi anni nelle aree portuali di Savona: stazione marittima crociere e nuovi complessi residenziali, data l’estrema vicinanza del deposito bitume non solo ad abitazioni esistenti da quasi un secolo, ma proprio a quelle realizzate nell’ultimo decennio; rileviamo tra l’altro che è in itinere l’approvazione da parte del Comune e della Regione Liguria del nuovo complesso residenziale del Crescent2 di “OR:SA.2000”, che si troverebbe ad essere vicinissimo all’esecrando deposito bitume".

"Evidenziamo anche che il deposito bitume sarebbe anche troppo vicino al complesso monumentale del Priamàr e all’area compresa tra la Fortezza, il mare, i giardini pubblici e i capannoni industriali ex-Italsider gestiti dall’Autorità Portuale, area che il “Piano Regolatore del Porto di Savona” destina a “sport, turismo e tempo libero”, a servizio dei cittadini e dei turisti della Città di Savona. Per tutti questi motivi si chiede che tutti gli Enti in indirizzo si attivino per impedire la realizzazione di un deposito bitume che rovinerebbe irrimediabilmente la vivibilità e la sicurezza di tanta parte della Città di Savona, dei suoi residenti e dei suoi turisti”.

Del progetto se ne parlerà oggi pomeriggio in un consiglio comunale ad hoc sul tema convocato in palazzo Sisto alle 15. Nell’adunanza aperta al pubblico sono stati convocati ad intervenire il presidente dell'Autorità Portuale di Savona, Gianluigi Miazza, sostenitore del deposito, un rappresentante della BIT Savona dove tra i proprietari figura il gruppo Gavio, gli assessori regionali ai porti e all'ambiente, i Presidenti dei Gruppi Consiliari Regionali, i parlamentari della Provincia di Savona, il Presidente della Provincia di Savona, i funzionari della Regione Liguria, della Provincia di Savona e del Comune di Savona che hanno avuto in carico la pratica e il responsabile del procedimento presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Debora Geido

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