Dodici nuovi inceneritori in Italia, di cui uno in Liguria, anzi in provincia di Savona. A prevedere la costruzione di nuovi impianti, il Decreto Sblocca Italia, (se ne parla di due in Toscana e Sicilia, uno in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo, e Puglia, accanto ai quarantadue attualmente in funzione).
Per la Liguria però l’arrivo di un inceneritore rappresenterebbe una nuova matassa, e in particolare per la provincia di Savona, perché proprio qui sarebbe indirizzato. Dopo Tirreno Power e il bitume, Savona si deve preparare ad un nuovo impianto che farà discutere a livello ambientale? Anzi, le aree candidate nel nostro territorio per accogliere l’inceneritore sono proprio Vado Ligure, Bragno e Cisano. Aree in particolare che hanno già risentito di problematiche ambientali legate ad attività industriali come la centrale Tirreno Power a Vado Ligure e l’ACNA, Italiana Coke in Val Bormida.
Attualmente dal Governo si tratterebbe solo di una bozza (che riguarda l’articolo 35 sugli inceneritori), estremamente caldeggiata però dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. Non è un mistero che la nostra Regione stia vivendo una vera e propria emergenza rifiuti, l’inceneritore, che brucia spazzatura e produce energia, potrebbe quindi costituire una risposta ai problemi che anni affliggono la Liguria. A schierarsi contro è il Movimento 5 Stelle: “Inceneritore significa più tasse, più cancro e più rumenta”, affermano.
“L'incenerimento dei rifiuti è una pratica obsoleta e provoca numerose malattie (cancro,tumori ecc ecc) la comunità scientifica internazionale lo ha provato sin dal 2008 ed è inutile dire il contrario, chi sostiene ancora l'incenerimento oltre ad essere ignorante è in mala fede, è invece in cerca di un business a danno della salute e delle finanze pubbliche”. E’ intervenuto così il deputato grillino Sergio Battelli: “Gli Stati membri non dovrebbero sostenere l'incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati in maniera tecnicamente ed economicamente fattibile e in condizioni sicure per l'ambiente”, e si rivolge al Governatore della Liguria: “Toti é avvisato, non staremo a guardare”.
“Questo decreto individua nuovi inceneritori da costruire e uno di questi è previsto in Liguria: lo Stato bypassa Regioni e Comuni e piazza l’inceneritore dove ritiene opportuno, facendolo rientrate come opera di interesse nazionale e quindi inquadrata nella legge Obiettivo del governo Berlusconi: significa procedure accelerate e potenzialmente di “militarizzare” l’area di cantiere come già successo in Val di Susa per il TAV - afferma Battelli - Inutile dire che in regione sia il centrodestra che il centrosinistra siano d’accordo e, anzi, tale manovra a loro va bene, perché se mai parlassero apertamente di inceneritore in una Regione che tra Pitelli, Stoppani, discariche, centrali a carbone, cementificazione selvaggia e depositi di bitume ha già dato tutto, i cittadini sarebbero probabilmente insorti. Eppure il piano dei rifiuti della Paita parla genericamente di impianti di “recupero energetico” (e bruciare i rifiuti per i partiti significa recuperare energia), mentre il piano provinciale di Savona prevede da anni la possibilità di realizzare un inceneritore (a Vado, Bragno o Cisano).
“Oggi l’impianto di incenerimento sarà realtà: i cittadini savonesi, dopo aver subito 40 anni di carbone con Tirreno Power, decenni e decenni di disastri ambientali con Italiana Coke e ACNA e ormai pronti all’arrivo del deposito di bitume, si preparano a subire uno dei più dannosi e anacronistici impianti industriali di sempre, l’inceneritore. Ci stiamo preparando anche per questa enorme battaglia, non permetteremo che il governo decida senza interpellare i cittadini, con il sicuro beneplacito della giunta TOTI (che ha tranquillamente fatto capire di voler andare in quella direzione). Bruciare i rifiuti è da pazzi e in contrasto con la raccolta differenziata, che darebbe ai cittadini un ambiente più salutare, una città più pulita e delle TASSE PIU’ BASSE. Noi dobbiamo guardarci intorno, togliere il business dei rifiuti alle mafie, guardare oltre. Bruciare i rifiuti genera una quantità pari di altri rifiuti: speciali e tossici da smaltire in discariche apposite e fumi e metalli pesanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo”.





