“Credo che si debba posare i piedi per terra, le scelte sono state fatte, le decisioni prese. Che bisogno c’è di continuare a fare dichiarazioni “contro” in modo sconnesso, provocatorio, con affermazioni pesanti, persino al limite dell’insulto e della denigrazione” commenta il sindaco di Spotorno Gian Paolo Calvi.
“Qui non c’entra più la politica, l’amministrazione, le idee, il confronto.Siamo allo scontro personale che nulla ha a che vedere con l’amministrazione, la città e la sua gestione. Traspare dalle parole quasi un odio sviscerato che non si riesce a comprendere e che nulla interessa ai cittadini se non nella curiosità dei pettegolezzi. Siamo persone che hanno avuto un mandato popolare per amministrare, ponendoci al servizio senza chiedere nulla in cambio, neppure dei semplici riconoscimenti, perché ciò che dobbiamo fare lo dobbiamo fare per dovere”.
“Non si deve cercare la notorietà – prosegue - la visibilità a tutti i costi, magari dichiarando cose non vere, ed è ancora peggio. Qui non c’è in ballo il 1° premio, qui c’è solo da lavorare, lavorare sodo ed in silenzio senza perdere tempo in chiacchiere. Le persone che ricoprono posti pubblici debbono avere umiltà, razionalità e buon senso. E i partiti, quelli che sono rimasti, se ancora possono essere considerati tali, facciano la loro parte di supporto, ma all’esterno dell’Amministrazione Comunale e non pretendano di fagocitare tutto".
“Non impongano le loro voglie, ritornino ad essere un legame costruttivo tra l’Ente Pubblico ed i cittadini. Si scrollino di dosso certi personalismi e certe rivendicazioni di parte che fanno solo male a tutti e non portano nulla di buono” conclude il sindaco Calvi.





