Un aggiornamento sulla normativa regionale riguardo la tematica del ciclo dei rifiuti, il “gestore unico” e il parere dei sindaci della Provincia di Savona su quanto previsto dalla legge numero 12 del 15 aprile 2015. Questo al centro del convegno organizzato da ATA S.pA. che si è svolto ieri, venerdì 18 settembre, presso la sede in via Caravaggio. L’incontro, partendo dall'analisi della normativa regionale, ha analizzato le realtà locali alla luce dei nuovi indirizzi sul tema del gestore unico e delle decisioni assunte dalla Provincia nel corso dell’Assemblea dei Sindaci.
All’incontro, organizzato dalla Società Multiservizi e Comune di Savona con il patrocinio di UTILITALIA e Unione Industriali della Provincia di Savona, erano presenti funzionari ed amministratori della Provincia di Savona e di Imperia, chiamati ad approfondire la tematica sia a livello locale che con riferimento ad importanti realtà nazionali.
Lo scorso 24 giugno l’Assemblea dei Sindaci riunita in palazzo Nervi aveva approvato il piano che prevede un periodo di transizione di cinque anni, fino al 31 dicembre 2020, per definire il territorio della Provincia di Savona come Area Omogenea ed individuare un adeguato numero di “Bacini di Affidamento”. Con il passaggio della competenza della gestione dei rifiuti alla Provincia, c’è tempo fino al 2020 per l’affidamento della gara per trovare un gestore unico e, in attesa di definire gli ambiti di raccolta e di un confronto con la Regione, tutti i Comuni dovranno adeguarsi a raggiungere l’obiettivo del 65% della raccolta differenziata.
"Ata ha ritenuto importante fare un aggiornamento e un approfondimento alla luce della nuova normativa emanata dalla Regione che riguarda il ruolo delle Province nella gestione dei rifiuti - afferma Sara Vaggi, presidente di ATA S.p.A. - La volontà infatti è quella di trovare un accordo condiviso per andare in un'unica direzione nell'ambito della gestione del ciclo dei rifiuti. Cercheremo dove possibile di ottemperare alle normative nazionali e regionali che prevedono l'aggregazione dei Comuni. Questo vuol dire maggiore efficienza dei servizi: un unico gestore che dirige Comuni limitrofi non può che comportare sinergie, sia rispetto alla gestione del servizio che alle economicità che si creano. Questo è un processo che ATA ha iniziato tre anni fa, arrivando a gestire oltre venti Comuni con il sistema dell'affidamento in house".
A sostenere il gestore unico da affidare ad ATA il sindaco di Savona Federico Berruti. "La prospettiva è quella di costruire un soggetto forte, efficiente dal punto di vista industriale ed economico che sia possibilmente pubblico - afferma il sindaco - Nel settore dei ciclo dei rifiuti infatti è importante la presenza di aziende pubbliche. Come Comune di Savona siamo soci di maggioranza di ATA e ci candidiamo insieme agli altri territori e agli Comuni per trovare una soluzione che unisca efficienza e qualità per un servizio migliore".
"Il tema sull'aggregazione della gestione dei servizi pubblici locali è molto dibattuto e periodicamente ci sono tentativi normativi per dare impulso in questa direzione - afferma Filippo Brandolini, vicepresidente Utilitalia - La volontà è quella di superare la frammentazione dirigenziale e andare verso gestioni industriali che abbiano come riferimento territori più ampi. Quello che sta accadendo in provincia di Savona è molto interessante, perché non c'è solo un'azione indotta dalle normative, ma c'è un'azione propositiva dell'azienda ATA che si sta proponendo come interlocutore imprenditoriale affidabile, efficace ed efficiente per la gestione del ciclo dei rifiuti".
"E' necessario creare una omogeneità del territorio anche per la gestione dei rifiuti - afferma il sindaco di Stella, Marina Lombardi - Il mio Comune, tra i primi in provincia, ha acquisito le quote in ATA proprio perché ha creduto sin dall'inizio all'unione gestionale. Stella, insieme a Sassello ed Urbe sta creando una realtà di micro ambiato per migliorare il servizio e ridurre i costi. Il risultato è garantire. E' infatti provato che dove ci sono stati interventi diversi, maggiori sono state le difficoltà".
Nel corso del convegno è stato presentato il modello “Smart City ambientale”, progettato dal Campus Universitario di Savona.
Ad illustrarlo il docente dell'Università degli Studi di Genova, Federico Delfino: "Il Campus di Savona parte da una configurazione ottimale, si tratta infatti di un compendio autonomo che rappresenta un piccolo quartiere cittadino con utenti studenti, aziendali, carichi residenziali - afferma - In questo modo possiamo sperimentale al nostro interno, con una gestione unitaria dell'Università di Genova, il modello della Smart City. A questo proposito in ambito della filiera della gestione dei rifiuti stiamo sperimentando insieme ad ATA un sistema di raccolta differenziata molto spinto che coinvolgerà, a partire dal mese di ottobre, tutti gli utenti del Campus. L'idea è quella di sperimentare anche tecnologie innovative, in maniera da usare la struttura universitaria come un campo di prova affinché, una volta consolidate, le tecnologie si possano estendere alle realtà cittadine".

















