Attualità - 23 settembre 2015, 15:15

A rischio il Santuario dei Cetacei: prosegue la petizione di Legambiente per stoppare l'Airgun

Sistema utilizzato per la ricerca di idrocarburo, che produce una bolla che si propoga nell'acqua e genera onde a bassa frequenza

A rischio il Santuario dei Cetacei: prosegue la petizione di Legambiente per stoppare l'Airgun

 

#StopOilAirgun: è questo il tema della petizione lanciata da Legambiente ed indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Si tratta di un sistema utilizzato per la ricerca di idrocarburi in mare. Il meccanismo prevede il rapido rilascio di aria compressa che, producendo una bolla che si propaga nell’acqua, genera onde a bassa frequenza. Il rumore prodotto da un airgun è pari a 100.000 volte quello di un motore di un jet.

Negli ultimi anni la comunità scientifica internazionale ha iniziato a porre attenzione al fenomeno dell’inquinamento acustico in ambiente acquatico, arrivando alla conclusione che questa attività ha effetti negativi sulla fauna marina, in particolare sui Cetacei. Gli impatti possono essere di tipo fisiologico, comportamentale, percettivo, cronico ed indiretto.

L’Air Gun rischia dunque di mettere a rischio il Santuario dei Cetacei, la porzione di mare tra Liguria, Corsica Sardegna e Toscana dove spesso si verificano avvistamenti di questi mammiferi.

Il tema dell’airgun è stato al centro del dibattito parlamentare durante l’iter di approvazione della legge n.68 del 19 maggio 2015 che inserisce i reati ambientali nel codice penale e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari si sono schierati contro questa tecnica

La petizione, che ormai ha superato i 45mila sostenitori, chiede dunque al Governo di vietare una volta per tutte l’air gun.

 

Cinzia Gatti

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