Attualità - 27 ottobre 2015, 12:15

Nuovamente il SAPPE interviene per chiedere chiarezza sulle sorti del carcere di Savona

"Che l'amministrazione penitenziaria si sia reso conto dell'assurdità del provvedimento e voglia tornare indietro sui suoi passi?"

Nuovamente il SAPPE interviene per chiedere chiarezza sulle sorti del carcere di Savona

Si susseguono notizie contrastanti circa il futuro della Casa Circondariale di Savona, organismo importante per il distretto savonese che risulta il più grande della Liguria.

Parrebbe, da fonte di un sindacato confederale, che il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Liguria, in data 7 ottobre abbia loro inoltrato una nota con la quale si assicurava che l’istituto di Savona sarebbe rimasto attivo SOLO PER I SERVIZI ESSENZIALI, senza però esplicitarli.

In pari data la Direzione generale dei detenuti ovvero il capo del dipartimento, quindi ufficio sovraordinato a quello territoriale ligure e competente per materia, ha comunicato ai capi uffici della Procura e del tribunale di Savona che il carcere cittadino rientra nel piano di dismissione già stilato e SARA’ PROPOSTO AL MINISTRO il decreto di chiusura, contestualmente sarà dato inizio l’edificazione del nuovo istituto. Pertanto i detenuti in attesa di giudizio saranno trasferiti presso l’istituto di Genova Marassi. Qua’è la verità?

E’ indispensabile chiarire che di tutta questa corrispondenza non ne sono state partecipate le OO.SS. di categoria il che lascia presagire che forse nemmeno l’Amministrazione abbia le idee chiare in proposito.

Il Provveditorato regionale assicura che saranno mantenuti i servizi essenziali senza però spiegare quali siano, mentre il Capo del Dipartimento, è di tutt’altro avviso e ufficializza i detenuti che saranno trasferiti. Allora quale è l’assembly point di questa pantomima.

Attualmente l’espressione della corrispondenza in possesso, dice e non dice, quindi si deduce che o il Provveditorato mente alle OO.SS. o il Capo del Dipartimento mente agli uffici giudiziari.

 Nel frattempo l’ansia attanaglia il personale che opera a Savona che è privo di notizie certe e le poche notizie ufficiali, e quelle captate, vengono interpretate in maniera personalizzata.

Dagli incontri che questa O.S. ha intrapreso ormai da tempo con varie compagini politiche ed istituzionali, è emerso una cosa certa: la volontà di costruire il nuovo istituto e di ridurre la capienza del S. Agostino. D’altronde la costruzione era già prevista dal piano carceri dell’allora commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Dr. Franco IONTA, dove risulta un istituto da 240 posti bloccato per un contenzioso in essere.

            In conclusione è necessario chiarire le intenzioni su Savona ed in via prioritaria sul futuro del personale. Proprio su tale fronte questa O.S. chiede un incontro ufficiale con l’amministrazione centrale perché è inaccettabile che si parli di chiusura di circa 20 istituti, con decreti già pronti ed alla firma, senza che nessuna comunicazione ufficiale sia pervenuta.

            Questa O.S. ripropone quanto già esternato in data 25 u.s. gli enti in indirizzo che si riporta in seguito

a)  che una  parte di essi, in attesa della totale dismissione dell’istituto, resti a presidio dell’istituto

b) che un’aliquota venga inviata presso la scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte quale sede più vicina e territorialmente della stessa provincia.

c)  prevedere un’aliquota presso il Tribunale di Savona utile sia come supporto logistico alle varie scorte provenienti da altri istituti ma anche come forza di  Polizia disponibile per esigenze di giustizia e sicurezza.

d) In ultima ipotesi quella di un utilizzo sul territorio cittadino considerato che la Polizia Penitenziaria, sino a smentita, è una Forza  di Polizia prevista dall’art.16 l.121\81.

e)  Rispettare la volontà di coloro che, per loro scelta, optino per altre sedi.

f)    Garantire la costruzione del nuovo istituto con la procedura d’urgenza il che potrebbe significare un tempo di attesa di 18 mesi.

 

Ci preoccupa, ancora una volta, il silenzio dell’Amministrazione penitenziaria ligure, forse giustamente preoccupata più per la chiusura dei loro uffici piuttosto che preoccuparsi dell’istituto di Savona.

cs

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