Gianluigi Nuzzi sabato è intervenuto a Finale Ligure per presentare il suo romanzo “Via Crucis”, all’interno della rassegna promossa dalla libreria Centofiori. Savonanews lo ha intervistato in esclusiva: stamattina abbiamo pubblicato la prima parte, che potete leggere cliccando qui. Di seguito vi proponiamo la seconda.
“Io non ho nessun timore perché il mio giudizio sono i lettori e la legge italiana, che prevede la libertà di informazione. Io sono convinto di aver fatto quello che andava fatto e che il mio lavoro sia inattaccabile e documentato”.
“I processi di informazione fanno parte del genoma delle collettività democratiche. Il problema è che, nell’epoca di Internet, è comunque un libro a fare informazione sul Vaticano. Questo perché sono bravi a non farci sapere le cose, o almeno lo erano”.
Papa Francesco ha portato una vera e propria ondata di novità nel mondo cattolico. La sua azione riformista ha investito anche la diocesi di Albenga-Imperia, in passato molto chiacchierata, dove ha affiancato a Monsignor Mario Olivieri il vescovo coadiutore Guglielmo Borghetti. La sua figura, simile per certi aspetti a Papa Giovanni XXIII, raccoglie sempre più consensi.
“Penso che l’amore che il Papa nutre nei confronti della Chiesa, spiega Nuzzi, rappresenti tutti e sia ciò che porta molti ad amarlo. A questo si aggiunge la consapevolezza che il clero sta attraversando un momento difficile”.
“Io penso che la Chiesa non debba essere necessariamente povera, perché l’importante non è la povertà o la ricchezza, ma la trasparenza. Per fare del bene ti devo dare dei soldi, che però devono essere gestiti in modo che tutti sappiano: chi dona ha il diritto di sapere come verranno usati”.
“In questo non vedo differenze con le tasse: si tratta di un sistema fiduciario, che non deve essere segreto, ma tracciabile”, conclude Nuzzi.





