La Regione Liguria proroga la caccia al cinghiale a gennaio perché non si è raggiunto il contingente di abbattimenti stabilito sulla base dei censimenti “a vista” effettuati dai cacciatori e per contrastare l’alto numero di animali ed i danni da essi arrecati all’agricoltura.
"Non c’è da stupirsi", secondo la Protezione Animali savonese, "perché tale deroga eccezionale è divenuta fissa indipendentemente dal colore della giunta che governa la regione".
L’inutilità e addirittura la dannosità dei metodi e delle scelte regionali, non solo liguri, sono dimostrate dalle dichiarazioni dei maggiori istituti scientifici italiani ed europei, che riporta l’ENPA:
- Nelle sue linee guida per la gestione del cinghiale del 2010 l’ISPRA parla di un censimento “facilitato dall’accresciuta disponibilità di supporti tecnologici a costi contenuti quali, ad esempio, foto trappole e termo camere, insieme ad una migliore definizione delle metodologie statistiche”. Inoltre, nel caso del cinghiale caratterizzato da un’attività quasi esclusivamente notturna, l’ISPRA dichiara che l’associazione del line transect (metodo di censimento) con una termo camera ad infrarossi, aumentando considerevolmente la contattabilità della specie rappresenta una soluzione utile sia per l’affidabilità delle stime che per la limitazione di costi e tempi. Ed il professor Luigi Boitani (11.10.2015) scrive: “non esistono censimenti di qualità scientifica tale da poter essere pubblicati su riviste qualificate”; non esistono quindi censimenti scientifici ma solo opinioni interessate che aumentano a dismisura il numero dei cinghiali presenti sul territorio italiano.
- Gruppi di scienziati europei dichiarano “se in un territorio vengono uccisi molti animali mediante la caccia, che avviene soprattutto in autunno ed in inverno, i sopravvissuti hanno un migliore apporto nutritivo;così si rinforzano e si riproducono in primavera più presto e con maggior numero di discendenti. Attraverso la caccia le specie animali che sono già rare divengono ancora più rare, e quelle che sono numerose, diventano ancora più numerose.”
- Uno studio scientifico di ricercatori biologi francesi (capitanati da Sabrina Servanty) ha seguito per 22 anni la moltiplicazione dei cinghiali in un territorio del dipartimento Haute Marne, in cui sono sottoposti ad una caccia molto intensa, confrontandola con quella di un territorio con caccia poco intensa nei Pirenei. “E' risultato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando la caccia è intensa; inoltre la maturità sessuale viene raggiunta più presto, prima della fine del primo anno di vita; così i cinghiali raggiungono la maturità sessuale con un peso medio inferiore quando la caccia è intensa; Invece, nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la moltiplicazione dei cinghiali è minore e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi, con un peso medio più elevato. L'aumentata riproduzione è causata dall'uomo e relazioni sociali disordinate con estri non coordinati e moltiplicazione incontrollata sono da imputare quindi esclusivamente all'esercizio della caccia".





