Savona - 04 febbraio 2016, 08:15

Violenza sulle donne: Roberto Nicolick "Vittime di un femminicidio mancato Savona 12 dicembre 1977"

Violenza sulle donne: Roberto Nicolick "Vittime di un femminicidio mancato  Savona 12 dicembre 1977"

In queste ultime 48 ore, ben tre giovani donne sono state massacrate dai loro compagni, immaturi, egoisti e criminali. Sono state aggredite con un coltello, con i fuoco e con le nude mani. Una di essere era anche incinta. Voglio quindi ricordare un fatto che accadde a Savona il 12 dicembre 1977, modificando i nomi, per chè la donna che era destinata ad essere assassinata si salvò, forse condannata dall’omicida ad un dolore eterno, e oggi vive o meglio tenta di vivere per amore di sua figlia che, forse, anch’essa, scampò ad una morte orribile per mano dell’ex compagno della madre. Altre persone morirono uccise con ferocia e crudeltà.

Roberto Nicolick racconta la storia di Linda

Linda è una splendida donna di 35 anni, molto attaccato alla madre, Carlotta ed al fratello Marco, ha una bimba di tre anni, anch’essa oggetto del suo amore materno. Due anni prima Linda del fatto, conosce un collega con cui lavora una pizzeria a Savona, nasce tra i due un amore, che va avanti fra alti e bassi, poi la ragazza viene a sapere che il patner è sposato e decide di troncare la relazione. Come  avviene con una frequenza impressionante, l’uomo non accetta di essere messo da parte, anche se con motivazioni giuste, e continua a insistere per riallacciare la relazione. Linda resiste e il culmine si ha quando la ragazza deve recarsi in pronto soccorso per farsi medicare, inoltre comunica formalmente di aver subito violenza sessuale. L’uomo viene denunciato e ristretto agli arresti domiciliari con l’obbligo di non avvicinarsi alla sua ex compagna. L’uomo non accetta il fatto di essere stato denunciato da colei che considera come un suo oggetto e in lui monta la rabbia e così si prepara la tragedia. L’uomo il giorno 12 dicembre nel primo pomeriggio, esce di casa violando gli arresti domiciliari, raggiunge l’abitazione dove abita linda, alla sua ricerca , ma lei per fortuna in quel momento non è in casa. Ci trova la madre e il fratello di lei, Carlotta e Marco, una signora, non più giovane, mite e molto benvoluta da tutti e un ragazzo pieno di vita e di interessi. Lo fanno entrare, lui è agitato, vuole parlare con la sua ex, vuole che lei ritiri la denuncia di violenza e percosse, i tre discutono , quindi esplode la tragedia con una violenza incredibile. L’uomo si scatena. Quando i due congiunti di Giusy verranno ritrovati, saranno a terra in un lago di sangue, la povera donna in fin di vita con 20 coltellate e il Marco con 38 fendenti. Immediatamente dopo il macello, l’assassino telefona alla sua ex comunicandole che le ha lasciato un regalo per il suo compleanno, a queste macabre parole,  lei rimane gelata e  comprende subito che è accaduto qualcosa di terribile. Ma non è finita,  l’assassino apre il gas e urla nella tromba delle scale che sta per far saltare il palazzo. E’ il terrore, i condomini fuggono in strada. Nel frattempo arrivano i soccorritori e le forze dell’ordine, che corrono su per le scale per raggiungere l’appartamento ma non riescono ad entrarvi. L’aggressore si è barricato in casa, sbarrando la porta di ingresso con un pesante mobile, gli agenti riescono a entrare a fatica, scorgono le due vittime a terra nel loro sangue e vedono l’assassino che cerca di fuggire dal balcone, lo bloccano non senza fatica ingaggiando una colluttazione, un agente rimane ferito ad una spalla. L’ambulanza trasporta le vittime al pronto, il ragazzo è morto, si tenta di salvare Carlotta con un intervento chirurgico ma purtroppo anche la donna muore. Per Linda quello che accade è una tragedia immane, l’odio di un uomo, l’odio ingiusto di chi non vuole la libertà per una donna, le ha tolto tutto. Anche in questo caso, forse si poteva fare di più per prevenire una tragedia che era già scritta e annunciata ma spesso le Istituzioni non hanno la percezione di quello che devono subire i cittadini per bene e soprattutto le donne, che più indifese,sono in balia di uomini crudeli e prevaricatori. In questo caso l’uomo non potendo colpire lei , l’ha colpita negli affetti più cari, procurandole un dolore immenso senza fine che durerà per tutta la vita. In assise e in appello, all’assassino verrà inflitta la pena dell’ergastolo. Linda non potrà riavere indietro sua madre e suo fratello, nonostante la pena dell’ergastolo inflitta all’omicida, rimarrà per sempre sola, con l’unica consolazione della figlia che le starà accanto e parlando di questa bimba, si può affermare tranquillamente che solo una questione di circostanze favorevoli ha impedito che le vittime dell’omicida invece che due fossero tre.

rg

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