Cari lettori, questa settimana affrontiamo un argomento più "pratico":
cosa vuol dire quando le gengive sanguinano? Cosa fare se succede?
Può capitare che spazzolando i denti, o passando il filo interdentale, si noti un sanguinamento delle gengive.
Questo sintomo non lascia dubbi: siamo in presenza di una infiammazione dei nostri tessuti chiamata “gengivite”. Se trascurata può evolvere in vera e propria malattia, che si chiama “malattia parodontale”, (più comunemente conosciuta come “piorrea”).
Le cause da cui origina sono molteplici ma, una è SEMPRE PRESENTE: i batteri. Senza batteri non c’è malattia parodontale.
A questo punto vi do una buona notizia: la malattia parodontale si può fermare (e, ancora meglio, si può prevenire!). Se, rimuovendo la “placca batterica” dalla superficie dei nostri denti, impediamo ai microbi di organizzarsi, loro non riescono a crearci danni.
È importante sapere che è abbastanza semplice rimuovere la placca batterica da denti e gengive sani. È invece più complesso (o, a volte, impossibile) farlo in presenza di malattia parodontale, poiché si formano delle tasche nelle gengive, profonde anche diversi millimetri e che noi non possiamo riuscire a pulire fino in fondo col nostro spazzolino da denti. A questo punto si instaura un circolo vizioso che fa sì che queste tasche diventino sempre più profonde, fino a far riassorbire tutto l’osso di sostegno del dente (che, a questo punto, inizia a “dondolare” e può anche “cadere” spontaneamente).
Quando il problema è così grave c’è poco da fare… spesso occorre togliere i denti coinvolti dalla malattia e, quel che è peggio, avendo perso anche l’osso che li sostiene, è molto difficile sostituirli con degli impianti. Fortunatamente, prima di arrivare a questo stadio di malattia, esistono molti campanelli di allarme e, se interveniamo tempestivamente, possiamo anche ottenere una guarigione.
Il primo segnale di allarme è appunto costituito dalle gengive che sanguinano.
Chi ha letto il mio articolo di poche domeniche fa sulla prevenzione sa già che, facendo controlli regolari da un dentista coscienzioso e attuando una corretta igiene orale a casa ogni giorno, questo problema non si presenta. Per chi invece non è stato così “diligente” nel mettere in pratica i miei suggerimenti, qualora notasse gengive che sanguinano, do ora qualche consiglio:
1. Non aspettare oltre: denti e gengive non “guariscono da soli”, se trascurati possono solo peggiorare.
2. Non illudersi di potersi curare da soli, magari con qualche “collutorio miracoloso”. Certi collutori possono aiutare a superare il problema acuto ma, se non viene rimossa la causa, la malattia non guarisce ed è destinata a peggiorare.
3. Scegliere un dentista che effettui una visita accurata, comprensiva di radiografie endoorali e di sondaggio parodontale (il controllo della profondità dei solchi delle gengive che si fa con uno strumento millimetrato).
4. Attenzione: un dentista scrupoloso, se non è sicuro di saper curare correttamente un problema parodontale, vi riferirà ad un collega più specializzato. Quest’ultimo, direttamente o attraverso l’igienista dentale di sua fiducia, vi insegnerà anche come avere cura di denti e gengive a casa vostra. Se non lo facesse, valutate di consultare anche un altro specialista.
5. Dopo che si è scelto il professionista a cui affidarsi, seguire scrupolosamente le sue indicazioni, rispettare i tempi di cura stabiliti e attuare le misure di igiene domiciliare con grande attenzione. Il successo della cura dipende, per la maggior parte, da quanto si è “pignoli” nell’igiene orale domiciliare.
Spero, anche questa settimana, di aver soddisfatto qualcuna delle vostre curiosità. L’argomento però è molto vasto, quindi, se desiderate approfondimenti o dettagli, non esitate a scriverci!!!
Per chi vuole approfondire l’argomento “come ci si lava i denti” c’è un capitolo dedicato sul mio sito www.attiliovenerucci.it





