Tirreno Power affermano i Rappresentanti sindacali "Nella giornata del 26 Aprile si è svolta la riunionein prefetturacon Rsu e OOSS confederali,in cui l’azienda a valle della sospensione del 16 marzo avrebbe dovuto comunicare elementi concreti sulle prospettive future di sviluppo della Centrale Termica di Vado Ligure."
Si riferisce la posizione di Montella "Il viceprefetto Dott. Montella ha ribadito alla Azienda la necessità di fornire risposte ai Lavoratori in considerazione del perdurare della crisi aziendale,della preoccupazione degli occupati e delle rispettive famiglie, con l’avvicinarsi della scadenza degli ammortizzatori sociali."
L'azienda si spiega "La direzione aziendale ha ribadito ai presenti,che il solo Piano Industriale approvato dalConsiglio degli Azionisti attualmente prevede il parziale utilizzo della centrale con funzionamento a gas e non si è ancora espresso in merito ad alternative industriali finalizzate alla continuità lavorativa del personaledel sito!
Affermano le RSU "Le Organizzazioni sindacali e la RSU, giudicando inaccettabile l’assenza di risposte ad oltre due anni dalla fermata degli impianti a carbone, ritengono necessario attivare la NON conciliazione ai sensi della legge 146/90, ed attivare tutte le conseguenti azioni di protesta.Gli azionisti della Società:Engie(Gaz de France), Sorgenia e pool diBanchedevono urgentemente dare risposte sullereali intenzioni verso ilsito industriale di Vado Ligure, in quanto nel recente passato hanno realizzato ingenti profitti grazie alla Centrale, ed hanno anche precise responsabilità alle quali NON si possono e NON si devono sottrarre nei confronti dei Lavoratori e di tutto il Territorio."
Si conclude "Il Governo rispetto agli impegni presi a Palazzo Chigi, deve chiaramente indicare quale può essere l’alternativa occupazionale a tutti gli addetti delle Centrali a combustibile fossile,anchein considerazione delle ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglioin materia di Politica Energetica Nazionale L’incertezza e la disperazione sono i sentimenti più diffusitra i lavoratoriche sono rimasti senza lavoro o in procinto di perderlo,e che si trovanoad affrontare l’emergenza quotidiana senza avere la certezzadi una fonte di reddito per loro e le proprie famiglie."





