Non c'è niente di più emblematico per la Liguria di una panchina gigante. Un po' perché è il sinonimo lampante del sedersi e stare a guardare, un po' perché nella vita frenetica di oggi è finita per diventare l'attrezzo del rilassamento senile. E' qualcosa di pacifico e immobile. Proprio come la Regione che amiamo.
Le belle panchine che volgono ai panorami mozzafiato dei borghi liguri sono troppo spesso vuote: boicottate dalla fregola di turisti e stanziali, sempre di corsa. Quelle delle piazze, invece, pullulano degli esempi della demografia locale: gli anziani. Che siano sguarnite di sederi oppure occupate, più che un meritato riposo le panche fanno venire in mente l'inerzia. Si osserva, magari si ammira, quello che già è lì intorno. Si possiede con lo sguardo quanto natura e uomo hanno combinato armoniosamente o maledettamente insieme. Senza sensi di colpa: del resto, ormai, ci sono più posti per guardare che per fare.
La panchina ciclopica della Liguria è a Roccavignale: lunga 4 metri e larga 3. Nell'area panoramica di Girogrande. Porta in sé un pezzo di storia di Savona, perché è realizzata con assi di legno recuperate dalla demolizione del ponte della vecchia Darsena. Sopra ci si possono raccontare storie. Ciatellâ è come una scatola di cioccolatini: una chiacchiera tira l'altra.





